VENEZUELA. Caracas potrà fare ricorso per l’oro nella Bank of England

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Il 2 luglio, l’Alta Corte di Giustizia di Londra si è pronunciata contro Caracas in una battaglia per oltre 1,13 miliardi di dollari in oro custodito nelle casse della Banca d’Inghilterra, sostenendo che il riconoscimento da parte del governo britannico del leader dell’opposizione e autoproclamatosi “presidente ad interim” Juan Guaido gli ha dato il diritto di disporre dell’oro.

La Banca Centrale del Venezuela ha ottenuto il diritto di ricorrere in appello contro la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia che riconosce Juan Guaido come presidente della nazione latinoamericana, e ora andrà avanti con il suo sforzo di riottenere l’accesso alle sue riserve auree in Gran Bretagna, riporta Reuters.

I rappresentanti legali della Banca Centrale venezuelana avevano promesso di appellarsi alla sentenza subito dopo la sua pronuncia, il 2 luglio.

La battaglia di Caracas per circa 1,13 miliardi di dollari in oro bloccati nei caveau della Banca d’Inghilterra è iniziata all’inizio del 2019, dopo che Guaido si è proclamato presidente ad interim del Venezuela e ha chiesto al presidente democraticamente eletto Nicolas Maduro di dimettersi. Guaido ha ricevuto l’immediato sostegno degli Stati Uniti e dei suoi alleati latino-americani ed europei, tra cui la Gran Bretagna, con Washington che ha introdotto sanzioni sulle esportazioni di petrolio venezuelano e ha sequestrato e congelato i beni con sede negli Stati Uniti, tra cui le proprietà appartenenti a Citgo, la filiale della catena di stazioni di servizio automobilistiche del gigante petrolifero venezuelano Pdvsa.

Il governo venezuelano ha tentato di ritirare l’oro dalla Gran Bretagna, ma gli è stato negato il diritto di farlo per la rivendicazione concorrente di Guaido e del suo staff. Il 2 luglio, l’Alta Corte di Giustizia ha stabilito che il governo britannico riconosce “inequivocabilmente” Guaido come presidente del Venezuela, annullando così le rivendicazioni del governo Maduro sull’oro, riporta Sputnik.

Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha definito la decisione “assurda” dell’Alta Corte, accusando il tribunale di aver cercato di «spogliare il nostro Paese delle sue riserve auree internazionali». Il ministro ha anche riferito che le autorità giudiziarie venezuelane sono state incaricate di «avviare le procedure necessarie per punire coloro che sono coinvolti nel furto dell’oro venezuelano e per assicurare che sia fatta giustizia».

Maddalena Ingroia