VENEZUELA. Assalto ai supermercati

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Assalti ai supermercati del Venezuela, registrati dopo che il governo aveva ordinato ai negozianti di tagliare i prezzi, creando il caos poiché i venezuelani sono letteralmente balzati nei supermercati, cercando di acquistare cibo a prezzi più convenienti.

Le notizie degli sconti si sono diffuse a macchia d’olio in tutto il paese, creando code nei giorni scorsi davanti a negozi prima dell’apertura. Nicolas Maduro ha denunciato una “guerra economica”, guidata dagli Stati Uniti, in cui le imprese si accaparrano il cibo e alzano artificiosamente i prezzi per destabilizzare il suo governo.

La stessa agenzia controllo dei prezzi del Venezuela, Sundde, ha denunciato l’aumento dei prezzi dei beni nei supermercati, affermando che si trattava di aumenti non giustificati, perché riguardavano i beni in magazzino. Davanti ai supermercati è stata schierata la Guardia Nazionale per cercare di mettere ordine ma spesso senza risultato, riporta l’agenzia Bernama.  

I rappresentanti della comunità portoghese in Venezuela hanno chiesto, l’8 gennaio al ministro degli Esteri lusitano, Augusto Santos Silva, in visita in Venezuela, aiuto per proteggerli dalle azioni del governo venezuelano: molti supermercati costretti a vendere sotto costo sono infatti di società portoghesi, riporta El Diario de Caracas.

Santos Silva ha ricevuto le denunce del comportamento delle autorità, riportando che alcuni commercianti erano stati incarcerati. Il governo di Chavez accusa commercianti e uomini d’affari dell’iperinflazione in cui versa  la nazione, dove il salario minimo è appena sufficiente per nutrire una persona una settimana, nonostante i continui aumenti decretati da Maduro.

Dal novembre 2017, il governo di Caracas ha schierato ispettori, guardie nazionali e polizia nei negozi di tutti i settori, che ha costretto a ridurre i prezzi per «assicurare la felicità della gente» e consentire alle persone di poter acquistare i prodotti.

Lo scorso fine settimana è stato il turno dei supermercati, e le riduzioni forzate, che spesso portano i commercianti a dover vendere in perdita, che hanno causato grandi code e tumulti in molte parti del paese.

Graziella Giangiulio