VENEZUELA. 267 miliardi di dollari coprono da subito El Petro

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Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha reso pubblico un decreto che descrive in dettaglio il lancio della criptovlaluta El Petro, sostenuta dalle riserve naturali della nazione, tra cui petrolio, oro e diamante.

Come riporta il blog Criptovest, «la fornitura del giacimento petrolifero certificato Ayacucho n. 1 nel Petroleum Belt dell’Orinoco servirà a coprire El Petro cryptocurrency», ha detto Maduro sulla TV nazionale; si tratta di una riserva di quasi cinque miliardi di barili di petrolio e Maduro ha appoggiato il documento con un “certificato internazionale”. Finora, informalmente, il Venezuela utilizzava criptovalute come Bitcoin, Litecoin e anche DogeCoin, per mitigare gli effetti dell’iperinflazione

Il governo venezuelano si è anche impegnato a fornire possibilità di cripto-currency mining in tutto il paese. Maduro ha dichiarato, infatti: «Ogni Petro sarà sostenuto da un barile di petrolio. Creeremo un team di specialisti di crittocurrency, in modo che siano impegnati nell’estrazione mineraria in tutti gli stati e comuni del nostro paese». Oltre al petrolio, Maduro ha detto che ci sarà anche l’allocazione dei depositi di oro e diamanti da Arco Minero e dall’Orinoco Belt, per aumentare ulteriormente il valore di El Petro. Il leader venezuelano ha già attivato la Soprintendenza Criptocurrency e l’Osservatorio Nazionale Blockchain per sovrintendere alla creazione e al funzionamento di El Petro.

Prima della fine del 2017, il ministro delle Comunicazioni del Venezuela, Jaqueline Faria Pineda, aveva accennato all’imminente lancio de El Petro, che sarebbe stato agganciato al valore di 5,3 miliardi di barili di riserva petrolifera del paese, equivalente a quasi 267 miliardi di dollari: «Il Campo uno dei blocchi Ayacucho costituirà il sostegno iniziale di questa criptovaluta. Il blocco di Ayacucho si trova all’interno della Cintura meridionale dell’Orinoco, che è stato assegnato da Maduro come uno dei beni del Venezuela per sostenere la moneta nazionale criptovlauta».

Maduro ha annunciato per la prima volta i suoi piani per lanciare la criptomoneta nazionale all’inizio di dicembre nel suo tentativo di salvare l’economia paralizzata della nazione.

Il brusco calo dei prezzi del petrolio registrato negli ultimi anni ha lasciato l’economia venezuelana in preda aduna forte crisi; aggravata poi dalla crisi che sta vivendo la sua moneta, il Bolivar. Maduro si è rivolto alla criptovaluta per mantenere l’economia a galla. Collegare El Petro alle vaste risorse naturali del Venezuela era il suo modo «per far progredire la sovranità monetaria del paese, per effettuare transazioni finanziarie e per sconfiggere il blocco finanziario contro il paese», aveva detto il presidente venezuelano.

Graziella Giangiulio