Vecchie e nuove rivalità mediterranee

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TURCHIA – Ankara. Con la scoperta di riserve di idrocarburi nel Mediterraneo orientale si sono riaccese una serie di rivalità vecchie e nuove che vedono sempre la Turchia al certo di diversi e complessi e giochi internazionali nell’area. Il 17 febbraio, la Turchia ha varato la Tubitak Marmara, la sua prima nave per l’esplorazione e la produzione di petrolio, e circa due settimane prima (il 1 febbraio) la Hayrettin Barbaros, nave da esplorazione sismica, ancorata a Istanbul.

Parlando davanti al parlamento il 30 gennaio, li ministro per l’ Energia e le Risorse Naturali, Taner Yildiz, ha affermato che le esplorazioni di petrolio e di gas  sottomarino della Turchia hanno ricevuto nuovo slancio. Yildiz ha descritto le nuove navi come parte di uno sforzo coordinato che mostra il cammino non  facile da percorrere per chiunque tenti di isolare la Turchia e impedirle di sfruttare la sua quota legittima di idrocarburi nella regione. Queste navi indicano che la Turchia è seriamente intenzionata a preservare i suoi diritti sulle acque e nella zona economica esclusiva. I risultati evidenziano inoltre che la Turchia non può più fare affidamento solo su attori esterni nella ricerca di idrocarburi.

Recenti scoperte di idrocarburi nel bacino del Mediterraneo orientale hanno unito Israele, Grecia e Cipro (la parte greca) in un’alleanza quanto meno  inusuale proprio quando le relazioni turco-israeliane hanno raggiunto il punto più basso per la vicenda della Mavi Marmara . i turchi, vista da vicino la situazione, rimangono scettici sulla capacità dell’inusuale trio di portare il petrolio e il gas estratti sul mercato a un prezzo ragionevole, alla luce della progettazione di un complesso gasdotto nel bacino del Mediterraneo orientale determinati come sembrano a mettere da parte la Turchia.

Le difficoltà principali sono legate alla pressione delle acque profonde. Uno sforzo turco-israeliano per sfruttare gli idrocarburi comporterebbe la costruzione di circa 460 chilometri di gasdotto sotto il Mediterraneo, da Ceyhan ad Haifa. Al contrario, la distanza da Israele a Cipro (parte greca) e poi verso Grecia supera i 2.000 km. La pressione dell’acqua è una sfida difficile da vincere per una simile lunghezza, quasi una missione impossibile. In occasione della cerimonia per l’avvio della Tubitak Marmara, Nihat Ergun, ministro della Scienza, Industria e Tecnologia, ha sottolineato che la nave verrà usata non solo per petrolio e gas naturale, ma anche per una serie di altri settori, tra cui, lo studio del traffico marittimo, il monitoraggio degli oleodotti e lo studio delle linee di faglia.

Si tratta di un passo in avanti notevoile per la cantieristica turca, il Paese è circondato, infattui, da acqua su tre lati, con circa 8.500 chilometri di costa. È chiaro che Ankara sta prendendo molto sul serio le scoperte di idrocarburi vista l’assegnazione di fondi, la ricerca e la creazione di manodopera nel settore. Resta l’incognitsa del futuro dei rapproti con Israele.