Pressing Usa su Budapest per South Stream

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UNGHERIA – Budapest 08/11/2014. Gli Stati Uniti stanno facendo “forti pressioni” sull’Ungheria per i suoi legami energetici con la Russia a causa della crisi in Ucraina.

Lo ha denunciato il primo ministro Viktor Orban (nella foto) il 7 novembre. «Gli Stati Uniti stanno mettendo l’Ungheria sotto pressione» riportavano i media ungheresi citando il premier Orban a Monaco di Baviera, dopo un incontro con il primo ministro bavarese Horst Seehofer. Le relazioni del paese ex comunista, oggi membro Nato e Ue, con la Russia sono «invischiate in questioni politiche, geopolitiche, militari e di sicurezza», ha detto Orban. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha a ottobre ha vietato l’ingresso a sei funzionari ungheresi tra cui al capo dell’autorità fiscale per accuse di corruzione. Il mese precedente, Obama aveva criticato l’Ungheria per aver ostacolato l’azione delle organizzazioni civili; l’ambasciatore Usa nel paese, Andre Goodfriend, ha detto poi, ad ottobre che le «tendenze negative» nel paese hanno «rapidamente preso piede». Orban ha detto che Washington sta criticando il «riavvicinamento ungherese alla Russia» alla luce del South Stream, nonché della posizione di Rosatom nell’unica centrale nucleare ungherese. Il cinquantunenne Orban, accusato in patria e all’estero di voler minare le norme democratiche nel paese, ha detto che faceva solo gli interessi dell’Ungheria: «Non vogliamo avvicinarci a chiunque, e non abbiamo intenzione di allontanarci da qualcuno (…) Non stiamo perseguendo una politica filo-russa, ma una politica pro-ungherese». Orban ha poi detto che l’espansione della centrale nucleare è il «solo mezzo possibile (…) per ridurre la dipendenza da fonti energetiche esterne» e che «l’energia a buon mercato è la chiave per rafforzare la competitività dell’Ungheria». Orban ha anche difeso South Stream, dicendo che è il «gemello del North Stream», il gasdotto che trasporta gas russo verso la Germania settentrionale e che bypassa anche l’Ucraina; il South Stream assicurerebbe «le forniture di gas in Ungheria, eliminando i rischi posti dalla situazione in Ucraina», ha detto Orban, «Anche se il South Stream non diversificherà le fonti del gas, diversificherà i percorsi di consegna». Budapest ha approvato una legge il 3 novembre considerata come un via libera per la costruzione del tratto ungherese del South Stream a dispetto della politica dell’Unione europea che ha bloccato il progetto e ha minacciato di multare gli Stati membri se fossero andati avanti con la sua costruzione nel quadro delle sanzioni congiunte con gli Stati Uniti contro la Russia per il suo presunto ruolo nel conflitto in Ucraina. Orban, che ha definito le sanzioni «controproducenti», è stato più volte criticato dall’Ue e dagli Stati Uniti anche per suoi rapporti cordiali con il presidente russo Vladimir Putin.