USA. Trump minaccia l’UE: tolleranza zero per chi importerà petrolio iraniano

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L’amministrazione Trump attuerà una politica di tolleranza zero nei confronti delle esportazioni di petrolio greggio iraniano; gli Stati Uniti intendono esercitare pressioni su tutti gli acquirenti, affinché riducano completamente le importazioni entro novembre o verranno sottoposti a sanzioni. Questo messaggio è già stato trasmesso ai diplomatici europei, ma al momento il Dipartimento di Stato deve ancora consultare Cina, India e Turchia.

La scadenza di questo ultimatum, posta a novembre, offrirebbe ai paesi interessati, principalmente l’Ue, una finestra per effettuare gli ultimi acquisti e disdire quelli futuri, la mossa è in contrasto con la politica dell’amministrazione Obama che aveva richiesto agli acquirenti di tagliare le importazioni del 20% ogni 180 mesi durante una precedente campagna di pressione.

Questa decisione metterà alla prova la capacità degli Stati Uniti di esercitare pressioni unilaterali sull’Iran, mentre i paesi europei hanno lavorato all’unisono con l’amministrazione Obama e hanno espresso una forte opposizione al ritiro dell’amministrazione Trump dall’accordo nucleare del 2015. 

Nell’ambito di tale accordo, le sanzioni contro l’Iran sono state revocate in cambio dell’impegno a sospendere il programma di sviluppo di armi nucleari.

Non ci sono piani per emettere deroghe e l’Amministrazione Trump farà pressione su altri esportatori del Medio Oriente per garantire l’approvvigionamento globale. Questo nuovo taglio potrebbe ridurre gli introiti in valuta forte dell’Iran derivanti proprio dalle esportazioni di petrolio, e la prospettiva sta innescando una fuga verso il dollaro dei risparmi; risparmio che usualmente vien fatto dagli iraniani in moneta nazionale, il riyal. 

Dopo il ritiro di Washington dall’accordo nucleare del 2015 e l’annuncio delle nuove sanzioni ad agosto e a novembre, appunto si è innescata una spirale negativa per la moneta iraniana. Il rial è stato scambiato a 78.500 contro il dollaro nel mercato non ufficiale il 26 giugno, secondo il sito di cambio bonbast.com, rispetto a circa 43.000 segnato alla fine del 2017.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, gli sforzi degli Stati Uniti contro l’industria petrolifera iraniana falliranno perché: «L’Iran esporta una quantità totale di 2,5 milioni di barili al giorno di greggio e condensato ed eliminarlo facilmente e in pochi mesi è impossibile».

Antonio Albanese