USA. Star Wars non è più solo un film

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La guerra sta arrivando nello spazio, e il Pentagono lancia l’allarme: gli Usa non sono pronti a causa di anni di investimenti scarsi, mentre i militari sono concentrati su una serie di minacce “terrestri”.

Secondo quanto riporta Politico, Russia e Cina sono anni avanti rispetto agli Stati Uniti nello sviluppo dei mezzi per distruggere o disattivare i satelliti da cui l’esercito americano dipende per tutto, dalla raccolta di intelligence alla guida di bombe di precisione, missili e droni. Ora il Pentagono sta cercando di recuperare il ritardo, pompando miliardi di dollari per rafforzare le sue difese contro le armi antisatellite, addestrando le truppe ad operare nel caso in cui la loro “comunicazione spaziale” venga interrotta, e ad affinare i modi per contrastare una nuova forma di combattimento che potrebbe colpire milioni di persone, causare danni collaterali incalcolabili e diffondersi sui campi di battaglia terrestri. 

Già alla fine degli anni Cinquanta, i timori degli americani di un possibile vantaggio militare sovietico contribuirono a ispirare la prima corsa allo spazio dopo il lancio dello Sputnik nel 1957; il programma “Guerre stellari” dell’allora presidente Ronald Reagan negli anni Ottanta cercò di creare uno scudo spaziale contro un attacco missilistico nucleare. Negli ultimi decenni, però, lo spazio è stato soprattutto il regno dell’esplorazione pacifica e di collaborazione tra Stati, con i missili russi che portano gli astronauti americani alla Stazione Spaziale Internazionale.

Ma la preoccupazione che la cooperazione possa trasformarsi in confronto è da anni sullo sfondo. Un rapporto del 2001 pubblicato dall’allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld avvertiva che un attacco ai sistemi spaziali durante un conflitto «non dovrebbe essere considerato un atto improbabile. Se gli Stati Uniti vogliono evitare una “Space Pearl Harbor”, devono prendere sul serio la possibilità di un attacco al sistema spaziale statunitense», recitava il rapporto. Purtroppo la leadership militare non ha mai dato seguito, prosegue il giornale, agli avvertimenti, in parte perché gli attentati terroristici di quell’anno hanno attirato molta più attenzione politica e mediatica seguiti poi dalle nuove guerre in Medio Oriente.

Un segno della nuova urgenza è il recente appello del presidente Donald Trump per la creazione di una “forza spaziale”, un ramo militare separato responsabile di garantire la supremazia americana nello spazio, andando a prendere il posto dell’Usaf. 

Nel frattempo, la nuova strategia di sicurezza nazionale di Trump, pubblicata alla fine dello scorso anno, ha definito lo spazio un “interesse vitale” per la prima volta e ha indirizzato i militari a «far diventare lo spazio un settore prioritario (…) Qualsiasi interferenza dannosa o attacco a componenti critici della nostra architettura spaziale che influenzi direttamente questo interesse vitale degli Stati Uniti sarà affrontato con una risposta deliberata in un momento, luogo, modo e dominio di nostra scelta».

Lucia Giannini