USA, invia spie e diplomatici al confine siriano

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Gli Stati Uniti stanno aumentando la presenza di spie e diplomatici ai confini tra Turchia e Siria. L’obiettivo è quello di aiutare le forze ribelli nella loro lotta il regime siriano e monitorare da vicino eventuali infiltrazioni di al-Qaeda nei ranghi dei ribelli.

Secondo alcuni funzionari USA, gli Stati Uniti avrebbero aumentato le proprie unità di 12 persone (reclutati tra agenti della Cia e di altre agenzie) e già l’arrivo di agenti e funzionari avrebbe contribuito a migliorare le capacità di organizzazione politica e militare dei ribelli. L’invio di ulteriori spie e funzionari ai confini tra Turchia e Siria fa parte di un ulteriore sforzo da parte dell’amministrazione Obama per sostenere i ribelli militarmente ma senza mandare realmente truppe e armi. Non solo, la Casa Bianca vuole sostenere i ribelli cercando però di sottrarli alle sfide interne per il potere con altri gruppi ben organizzati e spesso militanti integralisti islamici che sono arrivati nel paese da Iraq o comunque dalla regione del Golfo Persico.

Le forze di intelligence devono anche raccogliere quanti più dati possibili per la Casa Bianca che dovrà poi decidere se la sua attuale politica è sufficiente per sostenere i ribelli che da 18 mesi lottano contro il regime del presidente siriano Bashar Assad. Le informazioni vengono raccolte anche da disertori siriani e dei rifugiati, nonché le truppe ribelli. L’invio per ora si concentra sul confine con la Turchia al posto del confine con la Giordania dove molti profughi siriani fuggono ha riferito un funzionario Usa. Il Pentagono in merito alla questione non ha voluto rilasciare dichiarazioni.