USA. Quale governo avrà Biden?

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L’ufficialità della vittoria di Biden arriverà il 14 dicembre quando i Grandi Elettori si riuniranno per votare: le delegazioni del Collegio Elettorale si incontreranno nei vari Stati scegliendo il proprio ticket. Nel frattempo però il transition team di Biden sta già lavorando per definire i membri del Gabinetto della futura Amministrazione.

A tal proposito, negli ultimi giorni il team del presidente eletto ha annunciato nuove nomine di membri senior dello staff della Casa Bianca, coinvolgendo alcuni dei suoi collaboratori più longevi in ruoli chiave: Cedric Richmond, rappresentante della Louisiana ed ex presidente del Congressional Black Caucus che ha servito come co-presidente della campagna di Biden, guiderà il White House Office of Public Engagement. Si tratta di una posizione importante per cercare di far avanzare l’agenda di Biden nelle agenzie del governo federale e per collaborare con le autorità statali e locali; Jen O’Malley Dillon, direttore della campagna di Biden da marzo, diventerà vicecapo dello staff della Casa Bianca.

Inizialmente non si aspettava di prestare servizio nell’Amministrazione Biden, ma il presidente eletto ha deciso di premiarla visto il modo in cui ha gestito con successo la campagna presidenziale. Last but not least, Ron Klain – a fianco di Bill Clinton nelle sue due campagne presidenziali e successivamente capo dello staff dell’allora vicepresidente Al Gore – è stato nominato Capo di Gabinetto della Casa Bianca, entrando in servizio – ovviamente – il 20 gennaio.

Venendo alle posizioni chiave del Gabinetto, la situazione incerta al Senato – che si deciderà soltanto con il ballottaggio in Georgia del 4 gennaio – rischia di condizionare pesantemente le scelte per i vari Dipartimenti e non solo. Infatti, una maggioranza repubblicana al Senato significa che tutte le nomine politiche passeranno per il GOP. Dunque, per il Partito Democratico sarà importante ponderare con attenzione le scelte anche in base alle posizioni che i possibili candidati hanno riguardo i dossier cruciali per le politiche di Washington. Verosimilmente, tale situazione porterà Biden a virare su candidati più centristi e meno progressisti. Ciononostante, stando alle dichiarazioni dei due membri del ticket presidenziale democratico, il nuovo Gabinetto cercherà di rappresentare quanto più possibile la composizione etnica degli Stati Uniti.

Vediamo, dunque, quali sono i possibili candidati nei vari Dipartimenti chiave andando in ordine di linea di successione presidenziale.

Dipartimento di Stato: i principali indiziati sembrerebbero Susan Rice, ex National Security Advisor di Obama ed ex Rappresentante permanente alle Nazioni Unite e Antony Blinken, vicesegretario di Stato e Deputy National Security Advisor durante l’Amministrazione Obama. La forte opposizione repubblicana, fondata sul controverso attacco al consolato americano a Bengasi e la conseguente morte dell’allora Ambasciatore statunitense in Libia nel 2012, potrebbe però ostacolare le possibilità della Rice. Dunque, Blinken, vista la posizione più moderata potrebbe essere il vero favorito rispetto.

Dipartimento del Tesoro: tale nomina, molto probabilmente, sarà la prima scelta che farà Biden considerando l’attuale situazione economica americana causata dalla pandemia causata dal Covid-19. Si è parlato molto della possibilità che Elizabeth Warren ricopra tale carica, ma la probabile maggioranza repubblicana al Senato rende la nomina della senatrice del Massachusetts alquanto difficile. La favorita è il governatore della Federal Reserve Lael Brainard ben vista sia dai repubblicani sia dai democratici, avendo svolto un ottimo lavoro durante l’attuale crisi.

Dipartimento della Difesa: gli addetti ai lavori non hanno dubbi: Michele Flournoy, sottosegretario alla Difesa per la politica militare – dal 2009 al 2012 – dell’Amministrazione Obama e co-direttrice del Center for New American Security, è già sicura del posto più importante al Pentagono. Flournoy ha spesso sottolineato come Pechino sia la principale minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Inoltre, l’ex sottosegretario – commentando la crescente assertività di Pechino nel Mar Cinese Meridionale – ha ribadito che gli Stati Uniti devono mantenere e rafforzare la propria capacità militare di dissuadere la RPC dal commettere qualsiasi tipo di azione che comporti l’uso della forza. L’atteggiamento duro nei confronti della Cina assunto da Flournoy non dovrebbe dunque ostacolare la sua nomina anche se ci dovesse essere una maggioranza repubblicana al Senato, viste le posizioni del GOP nei confronti del dossier ormai più importante per Washington.

Dipartimento di Giustizia: il favorito per diventare l’86esimo Procuratore Generale è Doug Jones, senatore dell’Alabama ed ex procuratore degli Stati Uniti per il distretto settentrionale dell’Alabama. Merita una menzione anche la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar che ha un ottimo rapporto personale con Biden e che essendo un avvocato potrebbe insidiare Jones.

Dipartimento del Commercio: tale Dipartimento è ritenuto da molti analisti quello in cui Biden potrebbe nominare un politico repubblicano. A tal proposito, Meg Whitman – CEO di Quibi ed ex CEO di eBay, sembrerebbe la favorita. Ad ogni modo sarà interessante, chiunque diventerà il Segretario, vedere come porterà avanti la politica di imposizione di dazi doganali fortemente perseguita da Trump attraverso la cosiddetta trade war. Che la possibile nomina di un repubblicano sia significativa in questo senso?

Dipartimento del Lavoro: Dopo aver improntato la sua campagna sulla necessità di responsabilizzare i lavoratori americani e ricostruire la classe media, ci si aspetta che Biden scelga un candidato più progressista per guidare il Dipartimento del Lavoro, uno che aiuterebbe a bilanciare i candidati più moderati che dovrebbe collocare in altri Dipartimenti. In questo senso, Bernie Sanders sarebbe la scelta più ovvia. Come già ripetuto però, attenzione alla maggioranza repubblicana al Senato che boccerebbe prontamente la nomina del senatore del Vermont.

Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani: molti contendenti per le posizioni sanitarie più prestigiose nell’Amministrazione Biden hanno già lavorato, o lavorano, al suo transition team consigliandolo sia sulle politiche sia sul personale necessario per affrontare al meglio la pandemia e per proteggere l’Affordable Care Act, meglio conosciuto come Obamacare. Michelle Lujan Grisham – governatrice del New Mexico ed attuale co-presidente del transition team di Biden – sembrerebbe la principale favorita.

Dipartimento della Sicurezza Interna: Alejandro Mayorkas, ex vicesegretario di tale Dipartimento creato da George W. Bush nel 2002 a seguito della promulgazione dell’Homeland Security Act, sarebbe il principale candidato per ricoprire tale ruolo. Nel 2013 però nessun repubblicano ha votato per confermare la sua nomina, il che potrebbe rappresentare un problema per una sua futura accettazione da parte del Senato.

Per quanto riguarda i ruoli non strettamente appartenenti ai Dipartimenti ma comunque facenti parte del Gabinetto – come per esempio l’Ambasciatore presso le Nazioni Unite, il direttore della CIA e della DIA – la questione è molto più complessa ma è molto probabile che Biden nomini qualcuno che appartenga già a quegli ambienti o che abbia servito per determinate posizioni durante l’Amministrazione Obama.

Gli Stati Uniti fremono per tali nomine che, quando ufficializzate, potrebbero contribuire a farci capire un po’ di più il futuro dell’Amministrazione Biden.

Redazione