USA. Pyongyang sotto accusa per i furti SWIFT

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I procuratori federali statunitensi stanno indagando su eventuali responsabilità della Corea del Nord nel furto dello scorso anno di 81 milioni di dollari dalla banca centrale del Bangladesh presso la Federal Reserve Bank di New York.

L’indagine apre un nuovo fronte nella guerra cibernetica perché uno stato potrebbe essere sospettato di una rapina in banca.

Nessuna accusa è stata però ancora formulata, riporta Fox News. Obiettivo dell’indagine sarebbero degli intermediari cinesi che avrebbero aiutato la Corea del Nord.

Gli esperti di sicurezza informatica hanno scoperto che gli hacker hanno utilizzato alcuni degli stessi strumenti usati nel febbraio 2016 per l’hacking della Sony Pictures due anni prima, prima dell’uscita del film “L’intervista”, in cui compare la figura del leader nordcoreano Kim Jong-un.

Gli hacker nel caso del Bangladesh hanno colpito il sistema Swift, un sistema di messaggistica di pagamento globale, “convincendolo” a trasferire il denaro a quattro conti nelle Filippine.

I cyber ladri hanno utilizzato codici di accesso Swift e gli investigatori ritengono che possano aver usato un basista all’interno della stessa Swift. In un primo momento la Fed di New York aveva autorizzato il pagamento di 951 milioni di dollari, ma i funzionari hanno fermato il trasferimento dopo aver sospettato che qualcosa non andava.

Come si ricorderà il segretario di Stato Rex Tillerson ha recentemente visitato l’Asia. La Corea del Nord è stato uno dei suoi temi più pressanti; ha detto che il paese pone una grave minaccia e non ha escluso un’azione militare preventiva.

La Corea del Nord ha detto di essere pronta «per ogni guerra» per con gli Usa: «Gli Stati Uniti dovrebbero affrontare la situazione del mondo ad occhi aperti. La Corea del Nord ha la volontà e la capacità di rispondere pienamente a qualsiasi guerra, che gli Stati Uniti vorranno innescare», ha detto un portavoce del ministero del Nord, ripreso da Kcna, in riposta a Tillerson.

Maddalena Ingrao