USA. “Meno attentati nel mondo, ma ISIS è al top”

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Il numero degli attentati terroristici in tutto il mondo e in numero di morti in questi attacchi sono scesi nel 2016 per il secondo anno consecutivo. Il calo generale è dovuto alla diminuzione registrata in Afghanistan, Siria, Nigeria, Pakistan e Yemen, secondo i dati forniti dal dal Dipartimento di Stato Usa. 

Il numero totale nel 2016 è sceso del 9% rispetto al 2015, mentre le morti sono diminuite del 13%, si legge nella Relazione sul terrorismo globale del Dipartimento Usa, ripresa da Reuters.

Lo Stato islamico è stato il gruppo terroristico con il più grande numero di attentati fatti l’anno scorso: più 20 per cento di attacchi in Iraq con un 69 per cento in più di morti rispetto al 2015. I dati raccolti dall’Università del Maryland per il Dipartimento di Stato hanno mostrato che nel corso dell’anno ci sono stati 11.072 attacchi terroristici in tutto il mondo, causando più di 25.600 morti. Di queste morti, 6.700 erano i decessi degli attentatori.

Gli attacchi terroristici hanno avuto luogo in 104 paesi nel 2016, ma la maggioranza si è verificata in soli cinque paesi: Iraq, Afghanistan, India, Pakistan e Filippine. Tre quarti di tutti i decessi provenienti da attacchi terroristici hanno avuto luogo in Iraq, Afghanistan, Siria, Nigeria e Pakistan.

La relazione ha definito positivamente gli sforzi recenti del Sudan, inserito nell’elenco degli sponsor statuali del terrorismo nel 1993, a causa del suo sostegno ai gruppi militanti palestinesi e libanesi.

L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva rimosso temporaneamente le sanzioni per il Sudan lo scorso gennaio per sei mesi, sospendendo l’embargo commerciale, liberando dai vincoli  le risorse e eliminando le sanzioni finanziarie.

L’amministrazione del presidente Donald Trump la settimana scorsa ha posticipato di tre mesi una decisione relativa alla definitiva sospensione delle sanzioni. Washington ha però precisato che indipendentemente dalla decisione in merito alle sanzioni del Sudan, la designazione di Khartum come sponsor statuale del terrorismo sarebbe rimasta.

Tommaso dal Passo