USA. Mattis vola a Pechino per discutere di Taiwan e Mar Cinese Meridionale

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Il ministro della Difesa statunitense, Jim Mattis, visiterà la Cina la prossima settimana, a causa delle crescenti tensioni tra i due paesi su Taiwan e sul Mar Cinese Meridionale. Mattis ha annunciato la visita a Pechino il 20 giugno per poi recarsi a Seoul, secondo quanto riporta Yonhap News Agency.

Il Pentagono ha poi confermato che Mattis avrebbe «viaggiato nella regione la settimana prossima», aggiungendo che i dettagli del viaggio sarebbero stati resi noti il 22 giugno. I legami militari tra gli Stati Uniti e la Cina sono peggiorati nell’ultimo mese, con Washington che ha revocato l’invito a Pechino per le manovre militari multinazionali Rimpac, alle Hawaii, in risposta alle costruzioni militari della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Il Pentagono starebbe anche considerando l’invio di navi da guerra attraverso lo Stretto di Taiwan e l’aumento delle vendite di armi a Taiwan, dopo che aerei militari cinesi hanno condotto esercitazioni intorno all’isola.

Le tensioni tra i due paesi sono venute alla luce nel recente meeting dello Shangri-La Dialogue a Singapore a inizio mese, quando Mattis ha criticato Pechino per le sue attività nelle acque contestate. A margine del forum, il colonnello cinese Zhou Bo, direttore del Centro di cooperazione per la sicurezza della Commissione militare centrale, ha dichiarato che le osservazioni di Mattis erano ridicole e che gli Stati Uniti, e non la Cina, stavano militarizzando il Mar Cinese Meridionale, riporta Scmp.

Zhou disse che la presenza della Cina in quelle acque non è vietata da alcuna legge internazionale e gli Stati Uniti sono stati il fattore principale d’instabilità nella regione. Mattis, inoltre, ha confermato l’impegno degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan, affermando che Washington avrebbe fornito a Taiwan «gli strumenti e i servizi di difesa necessari per mantenere un livello sufficiente di autodifesa». Pechino considera l’isola come una sua provincia separata, che, se necessario, potrebbe essere assoggettata al suo dominio con la forza.

«Ci opponiamo a tutti gli sforzi unilaterali per modificare lo status quo e continueremo a insistere su qualsiasi soluzione delle divergenze in accordo con la volontà del popolo su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan», ha detto Mattis che poi ha aggiunto:«Gli Stati Uniti continueranno a perseguire una relazione costruttiva e orientata ai risultati con la Cina, la cooperazione, fin quando sarà possibile». 

Antonio Albanese