USA. L’Homeland Secutity vuole più soldati al confine con il Messico

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Il dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti ha chiesto al Pentagono di estendere la presenza militare degli Usa al confine con il Messico per il prossimo anno. La Homeland Security ha chiesto una proroga di 45 giorni del dispiegamento, che si protrarrebbe così almeno fino alla fine di gennaio. Il dipartimento della Difesa dovrebbe approvare la proroga, riporta Voa. Il dispiegamento lungo il confine avrebbe dovuto concludersi entro il 15 dicembre, ma il Dipartimento di Sicurezza Nazionale in un comunicato uscito il 30 dicembre ha detto che la “minaccia continua” al confine meridionale richiede una presenza militare continua. Circa 5.600 uomini in servizio attivo stanno attualmente aiutando gli agenti di frontiera al confine Usa-Messico negli stati di Texas, Arizona e California.

Il presidente Donald Trump ha ordinato il dispiegamento di truppe in servizio attivo al confine in risposta alla Carovana, fatta da migliaia di migranti centroamericani che stavano marciando verso gli Stati Uniti. I Democrat hanno criticato la decisione, affermando che si trattava di un espediente politico in vista delle elezioni di metà novembre. L’Amministrazione Trump ha sostenuto che i migranti sono una minaccia per la sicurezza delle frontiere e la sua visione ha trovato sostegno nei fatti dopo gli scontri scoppiati il lungo la recinzione al confine la scorsa settimana. La dogana statunitense e gli agenti di frontiera hanno lanciato gas lacrimogeni in Messico contro un gruppo di migranti a Tijuana che stavano cercando di spingere la recinzione di frontiera che consente l’accesso alla città statunitense di San Diego, California.

Il dipartimento della Sicurezza Nazionale ha confermato che le truppe statunitensi non sono impegnate direttamente con i migranti al confine, ma hanno solo fornito supporto agli agenti di frontiera. Poiché al personale militare è generalmente vietato impegnarsi in compiti di polizia sul suolo americano, le truppe stanno fornendo esclusivamente sostegno agli agenti della U.S. Customs and Border Protection. Gran parte del loro lavoro finora è stato quello di mettere chilometri di recinzioni di filo spinato lungo il confine e di trasportare agenti di pattuglia di frontiera.

Il segretario alla difesa Jim Mattis ha detto ai giornalisti la scorsa settimana che alcuni dei soldati dispiegati alla frontiera sarebbero stati sostituiti nelle prossime settimane.

Luigi Medici