USA. La Guerra fredda tecnologica con la Cina: il controllo del 5G

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Gli Stati Uniti stano combattendo una Guerra fredda tecnologica con la Cina, piuttosto che una guerra tariffaria e commerciale. La guerra tecnologica coinvolge sia l’uso della tecnologia cinese per rubare informazioni, sia il furto di tecnologia.

Questa interessante lettura viene data dal The Washington Post, secondo cui la nuova “China Initiative” del Dipartimento di Giustizia, l’hacking di Pechino nel sistema informatico dell’Office of Personnel Management e la violazione del sistema di prenotazione della catena Marriott, sono  state le prime vittime.

La posta in gioco, secondo il Federal Bureau of Investigation, è alta: «L’aggressione economica della Cina, compreso il suo incessante furto di beni degli Stati Uniti, sta posizionando a soppiantarci come superpotenza mondiale». La Huawei è uno dei principali protagonisti di questa guerra fredda: dal 2012, gli Stati Uniti hanno trattato Huawei come una minaccia per la sicurezza nazionale per la presenza hardware nella rete di comunicazione statale degli Stati Uniti. Huawei sta investendo nella tecnologia 5G ed è questa la vera posta in gioco.

La 5G aumenterà la velocità delle comunicazioni wireless; ci saranno più dati mobili e coloro che controllano queste reti, sia attraverso l’hardware o il software, controlleranno l’accesso ai dati, essendo così in grado di rubare quantità di informazioni in brevissimo tempo. La 5G promette una latenza breve e una maggiore affidabilità; 5G quindi sarà particolarmente adatto a collegare le cose più che le persone. Il controllo delle reti 5G potrebbe quindi consentire non solo lo spionaggio, ma anche il sabotaggio. Inoltre, le scelte fatte tra gli standard 5G concorrenti influenzeranno chi ha la migliore comprensione di come la tecnologia è implementata; chiunque abbia poi la migliore comprensione avrà un significativo vantaggio economico nel promuovere la propria economia.

Huawei non è l’unica azienda cinese coinvolta in questa guerra fredda tecnologica; è seguita da Zte, identificata come un rischio per la sicurezza nazionale Usa nel 2012; ci sono anche diversi altri produttori minori, come Oppo e Xiaomi, che vendono un gran numero di telefoni e aspirano ad espandersi in Europa e oltre.

Luigi Medici