Cooperazione Usa e Iran anti ISIS

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington 27/09/2014. La campagna militare degli Stati Uniti contro lo Stato islamico potrà avere successo attraverso una stretta collaborazione con l’Iran, il suo principale rivale nella regione, dicono gli esperti Usa.

Fareed Zakaria, influente editorialista del Washington Post, in un pezzo intitolato “The fight against the Islamic State must include Iran” afferma che: «Se il presidente Obama vuole veramente distruggere lo Stato islamico, deve trovare un modo per collaborare con l’Iran (…) un cambiamento strategico porterebbe benefici dall’Iraq alla Siria in Afghanistan».
A parte il fatto che l’Iran è uno degli antagonisti più attivi di Isis, Teheran ha una forte influenza sulle élite irachene, siriane e afgane, ricorda Zakaria. Secondo il giornalista, l’Iran potrebbe aiutare gli Stati Uniti a mediare tra sunniti e sciiti nella regione, così come aiutare a creare un accordo di condivisione del potere con le autorità della Siria, al fine di eliminare pacificamente il regime di Bashar al-Assad. In Afghanistan, l’Iran potrebbe anche diventare una «grande forza stabilizzante», cooperando strettamente con la Casa Bianca, sottolinea Zakaria.
L’idea di collaborazione Usa-Iran in Medio Oriente è stato uno dei leitmotiv del discorso del presidente iraniano Hassan Rouhani all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre, ha scritto Edward Wastnidge, docente di Politica e Studi Internazionali presso la Open University, in un suo editoriale apparso su The Conversation, magazine multimediale di Londra.
«Con l’instabilità che affligge il Medio Oriente dalla nascita dello Stato islamico, l’Iran deve affrontare una spirale di instabilità e di interventi militari occidentali alle sue frontiere. Teheran si trova anche a corto di tempo nei negoziati sulle armi nucleari, con solo poche settimane per trovare un accordo», ha sottolineato Wastnidge.
Se da un lato, le autorità iraniane, tra cui Ali Hosseini Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, esprimono la loro profonda insoddisfazione per il rientro degli Usa in Iraq, dall’altro, Teheran spera di accelerare l’accordo sul programma nucleare, offrendo a Washington il suo aiuto nella lotta contro Isis, sottolineano gli esperti.
«Mercoledì scorso a New York, il presidente iraniano Hassan Rouhani si è offerto di aiutare l’Occidente a combattere il terrorismo, e di giocare un altro “ruolo attivo” in Medio Oriente, fintanto che l’Occidente è disposto a trovare un accordo sul suo programma nucleare», osserva The Daily Beast.
Mentre Wastnidge ritiene che «le relazioni tra Occidente e Iran continuano a scongelarsi piuttosto che a congelarsi» e che questo “disgelo” potrebbe essere «paradossalmente accelerato» dal conflitto mediorientale, The Guardian sottolinea che è altamente improbabile che si inviterà l’Iran a partecipare alle operazioni militare a breve.
«Gli Stati Uniti hanno riconosciuto di dover evitare di considerare l’Iran per preservare la partecipazione saudita nella lotta contro Isis» riporta The Guardian.
L’Iran, sciita, è un rivale geopolitico delle monarchie del Golfo; inoltre, l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo considerano la guerra in Iraq e in Siria come la loro possibilità di mantenere una certa influenza nella regione.
Tuttavia, dal momento che l’elite politica sciita irachena dipende dal patronage di Teheran, Obama apparentemente ha bisogno dell’aiuto dell’Iran per controllare la situazione politica a Baghdad, nota Wastnidge.