USA. Guerre di palazzo nella West Wing

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Il generale John Kelly, nuovo Capo dello Staff presidenziale, starebbe cercando di imporre una disciplina militare nella West Wing della Casa Bianca, ma non ha messo fine alla guerra intestina all’interno del Consiglio di sicurezza nazionale del Presidente Donald Trump. Anzi, riporta The Weekly Standard, l’era Kelly potrebbe aver accelerato la guerra.

Il consigliere della sicurezza nazionale, H. R. McMaster (a sinistra nella foto), ha rimosso dal National Security Council, tre uomini fedeli a Steve Bannon (a destra nella foto) nelle ultime tre settimane. Gli alleati di Bannon all’interno e all’esterno dell’Amministrazione hanno detto che McMaster starebbe deviando dalla linea Trump. 

L’ultima mossa in questa partita scacchi contro i “Bannonites” è arrivata il 2 agosto scorso quando McMaster ha aperto le ostilità contro il direttore della Nsc per l’intelligence, Ezra Cohen-Watnick. Il tentativo precedente di McMaster di rimuovere Cohen-Watnick era stato bloccato da Bannon e da Trump stesso.

Una dichiarazione della Casa Bianca ha confermato la rimozione di Cohen-Watnick, dicendo che McMaster è «fiducioso che Ezra darà molti contributi significativi alla sicurezza nazionale in un’altra posizione dell’Amministrazione».

La settimana precedente McMaster aveva licenziato Derek Harvey, il consulente Nsc per il Medio Oriente, percepito come troppo vicino a Bannon e in contrasto con il segretario alla Difesa James Mattis.

Stessa sorte per l’altro seguace di Bannon, Rich Higgins, è stato liquidato il 21 luglio; ex assistente definito come schierato contro la Trump.

Nel frattempo, gli alleati di Bannon fuori della Casa Bianca stanno cercando di rovinare l’immagine di McMaster, definendolo come “marionetta” di poteri esterni. 

Da qualche tempo Steve Bannon sta considerando di lasciare la Casa Bianca. Uno degli amici più vicini di Bannon nella West Wing era Reince Priebus, ormai sparito. Un altro H.R. McMaster, come Kelly, potrebbe accelerare la sua uscita. E Trump? Il presidente trova McMaster a volte pesante ma nel complesso la sua opera gli piace.

Maddalena Ingrao