USA. FMI, tra discontinuità e tradizione

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Chiusa la questione Unione Europea, compresa la nomina delle maggiori cariche istituzionali, si aprono le candidature per la successione al Fondo Monetario Internazionale. A parlarne cityam.com secondo cui i principali funzionari dell’UE hanno chiesto un candidato europeo per sostituire Christine Lagarde, oramai ex capo del Fondo monetario internazionale (FMI), con i Paesi Bassi che lanciano un’offerta per coprire il posto.

La caccia al candidato perfetto è iniziata da parte del FMI anche se, a dire il vero, è meglio dire che molti paesi stanno cercando di rifilare il proprio candidato al vertice del Fondo.

«Per la Spagna, e penso che per tutti i paesi dell’UE, la priorità è che il direttore generale continui ad essere un europeo», ha detto il ministro delle Finanze spagnolo Nadia Calvino.

Anche il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha chiesto un successore europeo a Lagarde e ha detto che il tema sarà discusso informalmente dai ministri delle finanze della zona euro.

L’olandese Jeroen Dijsselbloem, ex presidente dell’Eurogruppo, è stato candidato come potenziale candidato.

Alla domanda su Dijsselbloem, che è l’unico nome olandese in discussione, il ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra ha dichiarato: «I Paesi Bassi hanno alcuni candidati eccellenti».

Tutti gli 11 boss della storia del FMI provengono dall’Europa, anche se le economie emergenti hanno precedentemente sollevato preoccupazioni su questa usanza.

Tra i super candidati non si può dimenticare l’ex capo della Banca di Inghilterra Mark Carney finito su tutti i media specialistici,  anche se, per via della Brexit, che dovrebbe portare la Gran Bretagna a divorziare a ottobre dalla UE,  ci sono dubbi sulla sua possibile elezione

Nonostante le speculazioni, non ci si aspetta una decisione a breve, poiché il FMI non ha ancora avviato la sua ricerca formale di un nuovo amministratore delegato. Lagarde assumerà il suo ruolo presso la BCE a novembre.

Lucia Giannini