Entra in vigore l’accordo di difesa USA Filipppine

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FILIPPINE – Manila 12/01/2016. La corte Suprema delle Filippine ha ratificato il 12 gennaio un accordo di sicurezza con gli Stati Uniti.

In questo maniera, più forze Usa saranno presenti nella ex colonia Usa per aiutare Manila a contrastare l’espansione cinese nel Mar Cinese Meridionale. L’accordo decennale, firmato nel 2014, ma non esecutivo ancora, consentirà una maggiore presenza alle forze armate statunitensi, riporta Channel News Asia, nelle Filippine, inclusa la costruzione di un nuove installazioni militari. La decisione della suprema corte stabilisce che il governo di Benigno Aquino aveva l’autorità di firmare il Patto e non aveva bisogno l’approvazione del Congresso, perché si tratta di «una mera applicazione delle leggi e dei trattati esistenti».
Aquino aveva negoziato l’accordo per aiutare le Filippine a migliorare le proprie capacità militari e avere gli Stati Uniti più vicini, in parte per contrastare la presenza cinese nell’area del Mar Cinese Meridionale. Il presidente Obama aveva spinto molto per l’accordo di cooperazione rafforzata di Difesa considerandolo parte della sua strategia politica in Asia che prevedeva il rafforzamento della presenza militare americana nella regione. L’opposizione ad un simile avvicinamento era stata intensa e esterna: le Filippine, ex colonia Usa, hanno ospitato due delle più grandi basi militari americane all’estero fino al 1992, l’anno successivo il Senato delle Filippine votò per porre fine ai contratti di locazione a fronte di un forte sentimento anti-Usa. Per il capo di Stato maggiore filippino, generale Hernando Iriberri, l’accordo aiuterà nel breve termine a modernizzare le forze armate, a mantenere la “sicurezza marittima”, termine usato per indicare i tentativi di contenere l’espansione marina cinese. L’opposizione filippina ha espresso la sua preoccupazione e ha detto che non permetterà il ritorno delle basi Usa nel paese e la rioccupazione delle Filippine. Gli Stati Uniti avrebbero avuto l’accesso alle basi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale ma Washington non avrebbe riaperto le sue ex basi. Filippine e Stati Uniti sono già unite da un trattato di mutua difesa firmato nel 1951 e un accordo che permette l’addestramento firmato nel 1998. Manila, che ha uno delle più deboli forze armate in Asia, ha per decenni fatto grande affidamento sugli aiuti militari statunitensi per le forniture di armi e l’addestramento.
Negli ultimi anni le tensioni con la Cina hanno visto il governo di Aquino cercare ancora maggiore aiuti militari dagli Stati Uniti oltre che sostegno diplomatico. La Cina rivendica quasi tutto il Mar Cinese Meridionale, nonostante le posizioni di Filippine e il Vietnam, Malesia, Taiwan e Brunei. Nell’aprile 2012, dopo un braccio di ferro con le navi filippine, navi militari cinesi presero il controllo di una secca a soli 220 chilometri dalla principale isola filippina di Luzon. Le Filippine da allora sono diventate il paese più critico degli sforzi cinesi di reclamare le acque, e della sua strategia di trasformare gli isolotti in isole artificiali capaci di ospitare strutture militari.