USA. È finita l’era delle net-neutrality

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Negli Usa è morta la net-neutrality. Lunedi, 11 giugno, è stato il primo giorno di Internet nell’era della post neutralità. A dicembre 2017, la Commissione federale delle comunicazioni ha votato per abrogare le norme dell’epoca dell’Obama che vietavano alle società di Internet di rallentare o accelerare l’accesso a determinati siti web, ma ci sono voluti circa sei mesi per ottenere l’approvazione dell’Ufficio di gestione e bilancio e per pubblicare le nuove norme nel registro federale. 

A partire dall’11 giugno l’accesso a Internet è cambiato radicalmente perché in base alle nuove regole di neutralità della rete, i fornitori di servizi Internet Usa come Comcast, Verizon e AT&T sono autorizzati a limitare il traffico che viaggia sulla loro rete o addirittura a bloccare l’accesso a interi siti web, a condizione che le aziende avvisino i loro abbonati nei loro termini di servizio e che si riservano il diritto di farlo, riporta Slate. 

Ma poiché la maggior parte delle persone negli Stati Uniti non hanno più di uno o due provider internet tra cui scegliere per il servizio a banda larga, questo significa che se gli utenti non vogliono accettare quei termini, molti non avranno possibilità di andare da nessun’altra parte entrare in internet. Senza regole di neutralità della rete che lo impediscano, i fornitori di servizi Internet potranno anche addebitare ai siti web un canone per raggiungere gli utenti più rapidamente. 

I fornitori di internet potrebbero essere in grado di ottenere il massimo dall’abrogazione della neutralità della rete, dal momento che saranno in grado di gestire quello che è essenzialmente un pedaggio bidirezionale, raccogliendo denaro sia dagli abbonati che dai siti web che vogliono un accesso prioritario agli utenti. Le aziende già potenti che possono permettersi di pagare per il servizio veloce, come Facebook o Yelp potrebbe fissarne il prezzo, relegando le aziende più piccole, senza scopo di lucro, o quelle che fanno contro-informazione ad un internet più lento

Si stanno diffondendo proteste e azioni legali in tutti gli States. 

Tommaso dal Passo