Armi stampate in 3D

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USA – Washington 15/11/2013. Agli inizi di novembre, una società statunitense con sede in California specializzata nella stampa 3D di oggetti per dimostrare la straordinaria capacità del proprio prodotto ha stampato, montato e provato la prima arma da sfuoco “clonata” perfettamente funzionante.

La stampa avviene tramite un procedimento chiamato Direct Metal Laser Sintering (Dmls), definito il Santo Graal della stampa 3D. Questo processo sembra tratto da un romanzo di fantascienza: si tratta della fusione di granelli microscopici di polvere metallica di 20 micrometri di spessore (0,02 millimetri), uno strato dopo l’altro, con un laser da 200 Watt. Questo fatto consente alla stampante di essere estremamente precisa nella produzione, completamente automatizzata, di componenti complessi di acciaio inossidabile, titanio e una varietà di leghe. Il clone Dmls di una Browning (nella foto) è stato testato: ha sparato più di 500 colpi al banco di prova, utilizzando sia impianti di tiro meccanici che operatori umani. La notizia sta scatenando una lunga scie di polemiche e di interesse: le prime per la scelta discutibile dell’oggetto da clonare, le seconde per il traguardo raggiunto da simili procedimenti di stampa sintomo di un settore in rapida crescita. Il Dmls ha dimostrato che è possibile ricreare un componente metallico in grado di resistere alle sollecitazioni tipiche di un’arma da fuoco. I collaudatori hanno riferito che la pistola ha lavorato come le altre realizzate in fabbrica. La società ha cercato di tamponare le polemiche dicendo che l’attrezzatura necessaria per fabbricare la pistola ha un prezzo di circa 750mila dollari e che quindi non sarebbe conveniente per organizzazioni criminali né costituisce, proprio per questo fatto, una seria preoccupazione per i dipartimenti di polizia. Al di là della considerazioni economiche, ne sorgono altre: il costo indicato è quello iniziale, l’acquisto della macchina, una volta messa in funzione i costi di produzione calano vertiginosamente. Inoltre, tanto per citare alcuni debbi che sorgono leggendo la notizia, essendo poi dei cloni, e perciò tutti uguali, vengono messe a rischio anche tutte le perizie balistiche utilizzate in certe indagine, come tutti telefilm polizieschi insegnano. Per non parlare poi della facilità di diffusione di armi clonate “clandestine”. 

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