Il peggior incubo statunitense

5

CINA – Pechino 27/08/2015. La rivista statunitense The National Interest ha pubblicato un articolo intitolato America’s Worst Nightmare: Russia and China Are Getting Closer il 24 agosto, un articolo condannato da Il Giornale de Popolo di Pechino il 27 agosto.

L’articlo è firmato da due eminenti figure dell’Atlantic Council, think tank statunitense, secondo cui la vicinanza tra Pechino e Mosca potrebbe dare nuova forma agli equilibri mondiali secondo le volontà delle due capitali.
Nell’articolo si legge: «Ora in mezzo a un deficit di attenzione sorprendente negli Stati Uniti, le tensioni con la Russia per Washington rischiano di far restare gli Usa con il cerino in mano, con implicazioni metterebbero a rischio l’ordine globale: le relazioni sino-russe sono più vicine di quanto lo siano state in qualsiasi momento negli ultimi cinquant’anni, dandogli la possibilità di rimodellare l’ordine globale a loro piacimento». Il giornale del Partito comunista cinese chioda, in maniera piccata: «Gli Stati Uniti ritengono che solo loro hanno la legittimità di plasmare l’ordine globale» Aggiungendo poi «subito dopo la seconda guerra mondiale, il modo in cui gli Stati Uniti hanno modellato l’ordine globale ha messo in pericolo gli interessi legittimi della Cina, come può la Cina accettare un ordine globale gradito solo negli Stati Uniti?». Il giornale cinese, poi, aggiunge che la Russia e la Cina cercano di migliorare l’ordine globale, piuttosto che rovinarlo; nelle righe del commento cinese all’articolo Usa si legge anche un invito agli Stati Uniti a non cercare il confronto e il conflitto: già il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva invitato Washington a non perseguire in questo atteggiamento in un articolo pubblicato il 23 agosto sulle colonne del Quotidiano del Popolo e della Rossiyskaya Gazeta: «La Cina e la Russia, paesi vincitori della Seconda guerra mondiale, membri fondatori delle Nazioni Unite e membri permanenti del suo Consiglio di sicurezza, sono importanti forze costruttive che contribuiscono alla formazione di un mondo multipolare», ha scritto Wang Yi. «Gli Stati Uniti» conclude il Quotidiano del Popolo, «dovrebbero cambiare la propria mentalità per lavorare con la Cina allo scopo di costruire un nuovo tipo di relazione reciprocamente vantaggiosa».