Dazi USA nel mirino della Cina

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Nel mondo globalizzato dove tutto è concesso c’è solo una cosa che ancora fa strocere il naso ai governanti dei Paesi: i dazi doganali. Ultima barriera del protezionismo. L’Ultimo grido di allarme viene dalla Cina, il paese che ha annientato la concorrenza  in maniera non ortodossa, che venerdì ha chiesto all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) di pronunciarsi sulla controversia che circonda misure compensative degli Stati Uniti contro le esportazioni cinesi.

 La richiesta è stata fatta perché la Cina ha problemi non risolti da precedenti consultazioni, hanno fatto sapere dal Ministero per il Commercio dal sul suo sito web, citando Shen Danyang, un portavoce del ministero.

Il 25 maggio, la Cina ha formalmente contestato i dazi Usa compensativi su oltre 22 categorie di prodotti cinesi, tra cui acciaio, celle solari e carta, per un valore complessivo di 7,29 miliardi dollari.

I due paesi hanno avuto una consultazione formale il 18 luglio, che però non ha portato a nessun risultato ha fatto sapere il Ministero. La Cina ha sempre rispettato le regole del WTO e si oppone con fermezza l’abuso di misure di difesa commerciale, così come il protezionismo commerciale, ha detto Shen. Il paese esercita i suoi diritti in qualità di membro del WTO e proteggere i diritti legittimi delle imprese cinesi, ha aggiunto. 

Gli Stati Uniti – secondo i cinesi – hanno agito in contrasto con le norme del WTO nella controversia dazio compensativo in molti aspetti.