USA. Bannon: «Butteremo Huawei fuori dai mercati occidentali»

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Steve Bannon conferma la sua viscerale avversione alla Cina e al suo status economico in una intervista con il South China Mornirng Post. «Mettere Huawei fuori dagli Stati Uniti e dall’Europa è “10 volte più importante” di un accordo commerciale con la Cina», secondo l’ex stratega della Casa Bianca di Trump. Bannon ha anche detto che dedicherà tutto il suo tempo a chiudere le aziende cinesi fuori dai mercati dei capitali statunitensi.

Si tratta di un vecchio pallino di Bannon, nato da una serie di letture, sostenitore di una “guerra onnicomprensiva” contro la Cina; le sue dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo che Donald Trump ha intensificato le sanzioni su Pechino, chiudendo a Huawei il mercato statunitense. Una sequenza di date difficilmente definibile come mera coincidenza. 

«Si tratta di una massiccia questione di sicurezza nazionale per l’Occidente (…) L’ordine esecutivo è 10 volte più importante che allontanarsi dall’accordo commerciale. Huawei è una grande minaccia per la sicurezza nazionale, non solo per gli Stati Uniti, ma per il resto del mondo. La spegneremo» ha detto Bannon. Pechino e l’azienda cinese hanno rigettato le accuse degli Usa e alcuni paesi occidentali, come la Germania, hanno detto di non aver trovato prove concrete delle accuse degli Stati Uniti.

Ma Bannon è categorico: Huawei deve essere cacciata completamente dai mercati occidentali, giungendo a dire che Trump ha fatto “un errore” nel revocare simili sanzione a luglio 2018 su Zte, altro produttore cinese Itc, che recentemente ha aperto un centro cyber in Italia: «Durante la fase iniziale dei colloqui commerciali, Trump ha concesso una deroga per la Zte, che ritengo sia stato un errore (…) La prossima mossa che faremo è tagliare tutte le Ipo, sciogliere tutti i fondi pensione e le compagnie di assicurazione negli Stati Uniti che forniscono capitale al Partito Comunista Cinese (…) Assisteremo ad una grande mossa a Wall Street per limitare l’accesso ai mercati dei capitali alle aziende cinesi fino a quando non acconsentiranno a riforme fondamentali». 

È da ricordare che a marzo 2019 Steve Bannon ha fatto rivivere il Committee on the Present Danger, ente creato nella Guerra fredda, per colpire la Cina; dopo alterne vicissitudini il comitato fu riformato nel 1976 dai falchi della politica estera statunitense per contrastare l’Unione Sovietica.

«Sono molto più a destra del Presidente Trump sulla Cina. E ne sono orgoglioso. Sono il super falco (…) Non credo che si risolverà in fretta. Questo è l’inizio di un processo molto lungo e difficile (…) Ci ho dedicato la mia vita; È quello che faccio 24 ore al giorno. La pressione che manterremo sarà inesorabile. Non staremo zitti». 

Antonio Albanese