USA. A causa dello shutdown, i diplomatici fanno la colletta

74

La chiusura parziale delle attività federali statunitensi sta sfilacciando pesantemente anche il Dipartimento di Stato. Come altri lavoratori federali, i dipendenti del Dipartimento di Stato e gli appaltatori stanno subendo il peso dell’impasse politica di Washington, legata alla costruzione del muro al confine con il Messico, e gran parte del lavoro della diplomazia Usa si è in gran parte fermato a Foggy Bottom e nelle sedi diplomatiche statunitensi in tutto il mondo.

Secondo i dati del Dipartimento di Stato, riporta Foreign Policy, circa il 42 per cento dei dipendenti del Dipartimento di Stato negli Stati Uniti e il 26 per cento dei dipendenti statunitensi distaccati all’estero sono senza paga, secondo i dati del Dipartimento di Stato. Come i lavoratori di altre agenzie federali, gli attuali e gli ex funzionari del Dipartimento di Stato stanno facendo delle collette per dare sostegno ai colleghi senza paga, alcuni dei quali spendono tutto lo stipendio per pagare i conti e temono di perdere la casa.

Alcuni uffici stanno istituendo delle rotazioni per i dipendenti per poter così alleggerire la situazione e usare al meglio i restanti fondi in cassa. Le collette riguardano sia la spesa alimentare per i colleghi senza paga che la copertura delle spese per i servizi dati in appalto: gli appaltatori (uomini delle pulizie, facchini etc) non riceveranno alcuna retribuzione arretrata che gli impiegati federali potrebbero ricevere alla fine dello shutdown. Altri stanno ancora condividendo le informazioni su come parlare con le società delle carte di credito, dato che i conti bancari si riducono mentre le fatture non pagate aumentano o condividono consigli per stilare richieste danni per gli appaltatori che hanno perso il lavoro durante questo periodo.

Di fronte a questo stato di cose, una grande iniziativa di Mike Pompeo ha scatenato le ire  di alcuni funzionari di Foggy Bottom: il Dipartimento di Stato ha deciso di andare avanti comunque con una grande conferenza per tutti i capi missione e gli ambasciatori all’estero, che saranno a Washington dal 15 al 18 gennaio per una serie di riunioni e ricevimenti. L’organizzazione della conferenza è un’impresa logistica massiccia, e gli uffici del Dipartimento di Stato stanno chiedendo ai dipendenti di fare gli straordinari, senza retribuzione, per organizzare la conferenza.

Antonio Albanese