Scoprire le attitudini

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ITALIA – Roma, 27 Aprile 2016. L’imminente mese di maggio è per Roma un momento particolarmente importante per la scelta del futuro percorso di studi.

Molti atenei “aprono le loro porte”, attraverso gli open day, agli studenti dei licei, per presentare non solo l’offerta formativa, ma anche le peculiarità specifiche dei singoli corsi, piuttosto che gli sbocchi professionali per ogni curriculum studiorum.
L’aspetto di interesse, per la Capitale, consiste nella straordinaria offerta formativa. Roma vanta ben 22 università e accademie (di belle arti, di disegno industriale ed artistico, ecc….), sia pubbliche che private, che garantiscono davvero un’amplissima scelta in relazione alle aspettative dei giovani nei confronti del mondo del lavoro.
Davvero si potrebbe considerare, la Capitale della cultura.
Tuttavia, gli ultimi rapporti del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario riportano che -in Italia- poco più del 32% degli studenti iscritti riesce a portare a termine un corso di laurea. È, naturalmente, un dato medio, peraltro distante dalla media Ocse pari al 38%. Difficile individuarne tutte le motivazioni.
È possibile che, oltre alle oggettive difficoltà di studio, una parte delle cause vada ricercata proprio nel mancato orientamento “in ingresso”: la scoperta effettiva delle proprie attitudini dovrebbe essere un passaggio obbligato prima di effettuare una scelta che ha forti impatti sul proprio futuro.
Se, infatti, il patrimonio formativo viene in qualche modo presentato, spesso non esiste il modello opposto, una sorta di sportello di ascolto che – anche attraverso tecniche di indagine psicopedagogica e/o test attitudinali – possa indirizzare lo studente verso quelle che sono le sue caratteristiche.
Alcuni licei o istituti tecnici hanno canali diretti con gli atenei, finalizzati proprio allo sviluppo dell’orientamento.
Sarebbe importante che questo partenariato fra scuola di secondo livello ed università, oltre ad essere una buona prassi di alcune istituzioni scolastiche, diventi semplicemente una prassi, ovvero uno strumento a disposizione degli studenti, in un momento così importante: quello del passaggio dal mondo adolescenziale alla vita adulta.