Universiadi, banco di prova per Sochi

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RUSSIA-Kazan, 21/7/13. Si è conclusa lo scorso 17 Luglio la XXVII edizione delle Universiadi, tenutasi nella capitale della Repubblica del Tatarstan, e le considerazioni a riguardo sono molteplici. È stato un evento sicuramente di successo. I grandi investimenti hanno fatto nascere l’arena (in grado di ospitare 45000 spettatori), il nuovo terminal dell’aeroporto di Kazan e la ristrutturazione delle infrastrutture sportive e degli alloggi studenteschi che hanno ospitato gli atleti. 

 

La partecipazione è stata cospicua, anche grazie alla promozione di più competizioni. Dalle 7 discipline presenti nella prima edizione di Torino del 1959, le Universiadi di Kazan hanno ospitato competizioni di ben 27 sport, di cui 5 disputati per la prima volta, un numero che supera abbondantemente le 10 discipline obbligatorie e il totale di 13 specialità. Il grande successo dell’edizione è stato reso possibile anche grazie alla Universiade culturale, che ha accompagnato i 12 giorni gli eventi sportivi.

È stata indubbiamente una grande opportunità per la Russia e per il Tatarstan, opportunità che Kazan ha saputo sfruttare, facendo conoscere le proprie tradizioni, i propri cibi, lo spirito tataro. Dal punto di vista sportivo, infine, la Russia ha reso quasi impossibile la competizione con gli altri stati, tante sono le medaglie vinte dai suoi giovani atleti. Il ruolo dello sport e degli eventi sportivi a livello internazionale caratterizza da generazioni questo paese, tant’è che l’edizione delle Universiadi del 1973 tenutesi a Mosca sono stata la prima manifestazione in grande, e in particolare durante tutto il periodo sovietico il peso dato ai successi sportivi era di fondamentale importanza. E continua ad essere così anche nel Terzo Millennio, dove la Russia ha dimostrato una forte determinazione tramite i suoi atleti, e una grande partecipazione sportiva da parte di tutto il paese, sia a livello organizzativo, sia per il gran numero di volontari che hanno chiesto di partecipare alla realizzazione dell’evento. 

Cosa che invece non accade in Italia, dove non solo le ultime due settimane sono trascorse nel silenzio da parte dei media nei confronti di Kazan, sia per l’assoluta mancanza di partecipazione alla prossima edizione delle Universiadi invernali che si terrà questo dicembre in Trentino. Nonostante ciò, i giochi universitari di quest’anno hanno rappresentato un traguardo importante per molti atleti azzurri, riuscendo a conquistare ben 44 medaglie, ovvero 14 in più rispetto alla precedente edizione di Shenzen, e più degli Usa (40), Francia (26), Germania (19), Spagna (solamente un argento e un bronzo). Le discipline che hanno portato maggior soddisfazione agli italiani sono come sempre la scherma e il nuoto, ma sono tanti gli atleti emergenti anche in altre categorie. 

È questa infatti una delle critiche portate avanti da chi non si ritiene affatto soddisfatto di queste Universiadi. Per molti, la Russia ha dimostrato un sentimento di protagonismo e di dominio che poco ha a che fare con lo spirito sportivo. Anche nell’ultima edizione in Cina, il paese ospitante aveva dimostrato una forte determinazione a vincere nel proprio paese, ma gli atleti scelti dai russi sono in gran parte campioni olimpici affermati, che rispettano in linea di massima i criteri di partecipazione a dei giochi studenteschi, ma che impediscono la realizzazione di un vero evento sportivo giovanile in cui per gli altri paesi competono atleti emergenti. Oltre a dover avere un’età compresa tra i 17 e i 28 anni ed essere riconosciuti da una federazione sportiva della disciplina in questione, bisogna essere regolarmente iscritti ad un’università, non rappresentando però in questo caso un significativo criterio di selezione.

Gli investimenti portati avanti, inoltre, hanno dato superficialmente ottimi risultati, ma dal punto di vista pratico sono tanti i problemi emersi. Le competizioni infatti sono state seguite spesso da un numero esiguo di spettatori, a causa di problemi organizzativi e di gestione della compravendita dei biglietti. È stato dato un accesso troppo limitato alla stampa, che ha impedito la giusta pubblicità. La struttura universitaria rimodernata per ospitare gli atleti provenienti da tutto il mondo si è rivelata inadatta ad accogliere un evento di portata internazionale, dal momento che molti atleti si sono lamentati di dover dividere le camere in quattro persone, e con un numero esiguo di bagni a disposizione.

Le appena concluse Universiadi hanno significato sicuramente molto per Kazan, che ha conosciuto un notevole sviluppo, ha avuto la possibilità di farsi conoscere di più, ed ospiterà la Fifa World Cup nel 2018. È stata sicuramente anche un’occasione per dimostrare il valore della Russia sul panorama sportivo internazionale e nella gestione di eventi mondiali, rappresentando una notevole pubblicità per Sochi 2014. Ma per molti è stata la conferma che le prossime Olimpiadi invernali saranno una delusione, in quanto la Russia continua a non dimostrarsi pronta ad ospitare eventi di tale portata. Si investe tanto concludendo poco, e il motore trainante che motiva Putin ha ben poco di sportivo: ottenere il rispetto delle maggiori potenze mondiali dimostrando la grandezza di cui è capace pur di imporsi come modello e leader.