UNIONE EUROPEA. A rischio il semestre rumeno dell’UE 

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L’Unione europea ha avvertito la Romania di rispettare i valori democratici dell’Ue prima di assumere la presidenza di turno a gennaio 2019, o rischia di compromettere la sua candidatura per entrare nella zona Schengen.

Stando a Afp, la Commissione europea ha espresso preoccupazione per le modifiche al codice penale rumeno, recentemente approvate dal partito socialdemocratico al potere, che secondo l’opposizione sono anticostituzionali.

Nel corso di un dibattito al Parlamento europeo con il presidente rumeno Klaus Iohannis, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha avvertito la Romania di non compromettere la sua intenzione di aderire all’area Schengen: «Spero che la Romania entri a far parte dello spazio Schengen, ma non deve ipotecarlo allontanandosi dai principi europei sullo stato di diritto (…) Spero che in Romania ci sia consenso per la lotta alla corruzione, altrimenti la Commissione europea avrà problemi con le sue raccomandazioni e le farà adottare all’unanimità», ha detto Juncker durante il dibattito al Parlamento europeo.

Per diventare membro dello spazio Schengen, infatti, la Romania ha bisogno di una raccomandazione della Commissione e del sostegno unanime degli altri 27 Stati membri dell’Ue. La candidatura della Romania e della vicina Bulgaria per l’adesione allo spazio Schengen è bloccata dal 2007. Durante il suo mandato di presidenza semestrale a partire dal 1° gennaio, ha suggerito Juncker, le raccomandazioni della Romania su altri argomenti possono anche incontrare difficoltà.

Guy Verhofstadt, il leader del gruppo liberale Alde in parlamento, ha anche avvertito che l’indebolimento del codice penale mina la lotta alla corruzione. Verhofstadt ha esortato la Romania a non «seguire l’esempio» della Polonia e dell’Ungheria, per le quali gli organi dell’Ue hanno avviato azioni che potrebbero portare a sanzioni senza precedenti per aver posto una presunta “minaccia sistemica” allo stato di diritto.

Dopo aver vinto le elezioni alla fine del 2016, il governo guidato dai socialdemocratici ha cercato di annacquare la legislazione anti-corruzione, ma ha abbandonato i piani di fronte alla più grande ondata di proteste dal crollo del comunismo nel 1989.  Per la Romania l’adesione all’Eurozona «nei tempi più brevi possibili» e l’adesione a Schengen rappresentano «obiettivi fondamentali»: sono stati questi i punti fondamentali della risposta di Klaus Iohannis. 

Antonio Albanese