Unione Europea: 200milioni di Euro per le infrastrutture

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Sono 74 i progetti selezionati dalla Commissione Europea come destinatari di circa 200milioni di euro, nell’ambito del Trans-European Transport Network.

Le iniziative vagliate sono il risultato del bando annuale 2011 e prevedono l’utilizzo del supporto economico per finalità che vanno dalla costruzione e l’implementazione dei corridoi di trasporto esistenti, alle partnership pubblico-private capaci di mettere in atto strumenti finanziari innovativi.

Siim Kallas, attuale vice presidente della Commissione, responsabile per i trasporti e le infrastrutture, ha affermato che la Commissione continuerà a supportare il settore, al fine di assicurare ai cittadini i benefici di una rete completa, sicura e moderna. Inoltre, i 200milioni di euro appena resi disponibili fungeranno da volano per l’impiego, permettendo agli stati membri, in una fase di generale stagnazione economica, di continuare ad investire nelle infrastrutture.

Il programma annuale 2011 mette infatti a disposizione 198.63 milioni di euro erogati tramite cofinanziamenti, per fare fronte alle maggiori impellenze della rete infrastrutturale europea. Risorse che saranno ripartite in 25.92 milioni di euro per lo sviluppo di un sistema intermodale e integrato di trasporto; 9.37 milioni di euro per lo studio di soluzioni in grado di contenere l’impatto sul clima delle innovazioni sulla rete terrestre e ulteriori 3.76 milioni di euro contenere l’impatto ambientale delle novità applicate alla mobilità marittima.

A latere dei grandi disegni, e per l’implementazione di quest’ultimi, sono stati scelti 44 progetti collaterali capaci di accelerare e facilitare le priorità della Commissione, per un totale di 146.63 milioni di euro di finanziamenti. Ulteriori 5.63 milioni di euro saranno destinati a partnership pubblico-private in grado di utilizzare inediti strumenti finanziari; mentre sei progetti, equivalenti a 7.32 milioni di euro, provvederanno allo sviluppo di lungo periodo della rete infrastrutturale europea, con particolare riferimento ai corridoi logistici tesi a coordinare lo sviluppo dell’intera rete di trasporti.

I progetti saranno gestiti dalla Trans- European Transport Network Executive Agency, che collaborerà a fianco dei beneficiari dei fondi, sotto la supervisione della Direzione Generale per la mobilità e i trasporti della Commissione Europea. Compito dell’Executive Agency, sarà quello di assicurare l’efficiente gestione tecnico finanziaria delle iniziative, nonché la loro conformità alle linee guida del Trans- European Network Programme.

L’Executive Agency, è stata infatti creata dalla Commissione Europea nel 2006, con il compito di gestire tutti i progetti del Trans-European Network, contabilizzati negli schemi di finanziamento tramite fondi strutturali per i periodi 2000-2006 e 2007-2013. Nei suoi domini di competenza, si possono riscontrare i trasporti aerei, marittimi, su asfalto, su rotaia, su corsi d’acqua interni, nonché tutta la logistica intermodale ed i sistemi di implementazione intelligente che coinvolgono gli stati membri dell’Unione. Seppure indipendente, l’Executive Agency è mandataria di incarichi che, salvo proroghe, decadranno il 31 dicembre 2015, restando strettamente connessa alla vera responsabile in materia, ossia la Direzione Generale per la mobilità e i trasporti.

Resta pertanto evidente come il decennale disegno economico e sociale europeo, debba necessariamente passare attraverso un’efficiente rete di trasporti a basso impatto ambientale, che possano direttamente supportare la politica di coesione di cui sarebbero parte integrante.

Nella fattispecie, la rete di trasporti trans-europea è considerata un elemento cardine dello sviluppo economico continentale, nonché uno strumento per la creazione di posti di lavoro. L’esistenza di collegamenti integrati, tecnologicamente avanzati e ad alta fruibilità, sono da sempre ritenuti una componente sostanziale nella competitività dell’Unione.

La realizzazione di una completa mobilità delle persone, dei beni e dei servizi, in altre parole di un mercato interno, non ha mai potuto prescindere, dall’impianto infrastrutturale ad essa sotteso. La Commissione Europea sembrerebbe dunque proseguire sulla sua linea economica di sviluppo storico, intuendo che l’Unione non potrebbe rappresentare un’eccezione in questo settore.