UNGHERIA. La stampa filo-Orban esentata dai controlli sulla concorrenza

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha esentato un gruppo mediatico filogovernativo dall’esame dell’organo nazionale di vigilanza sulla concorrenza, secondo un decreto pubblicato il 5 dicembre. I critici affermano che il leader ungherese persegue la graduale scomparsa dei media indipendenti nel paese. Decine di giornali ed emittenti critiche nei confronti di Orban hanno cambiato mano negli ultimi anni, con il risultato di ridurre il dissenso dell’opinione pubblica.

Il conglomerato della Central European Press and Media Foundation, creato quest’anno dai lealisti di Orban, gestisce un immenso portafoglio mediatico ricevuto da diversi imprenditori filogovernativi come donazioni di beneficenza, riporta Reuters.

Il conglomerato ha più di 400 punti vendita, da Echo TV e Hir TV al quotidiano nazionale Magyar Idok e tutti i giornali regionali. Il decreto vuole esonerare il gruppo dal controllo regolamentare dicendo che era nell’interesse pubblico. Ma l’Associazione dei giornalisti ungheresi ha reagito il 6 dicembre facendo appello presso la Corte Costituzionale.

Secondo il think tank ungherese Mertek, la concorrenza è stata distorta da questo conglomerato: «Il fatto che il governo abbia optato per questa soluzione politica è un’ammissione aperta che non avrebbe approvato con le disposizioni della legge sui media o della legge sulla concorrenza (…) Questo creerà una scala di concentrazione dei media impensabile nel mondo occidentale».

Il governo ungherese ha negato di aver minato la libertà di stampa, giustificando il decreto in quanto consente al gruppo di contribuire a garantire la sopravvivenza della stampa e il gruppo, oggetto delle critiche, ha rispedito al mittente le accuse.

Un sondaggio del 2017 condotto da Freedom House statunitense ha classificato la stampa ungherese come “parzialmente libera”, mentre un rapporto parlamentare dell’Unione Europea di quest’anno ha detto che i media sono concentrati nelle mani di oligarchi filo-Orban.

Anche se la Central European Press and Media Foundation non ha come obiettivo principale il profitto, nel 2017, aveva un fatturato di 60 miliardi di fiorini, in gran parte provenienti da annunci statali, con un utile di 8 miliardi di fiorini, secondo il sito 24.hu.

Graziella Giangiulio