UNGHERIA. La stampa al tempo di Orban

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I nuovi proprietari del più grande sito di notizie indipendente in Ungheria, Index, dicono che non si intrometteranno nelle sue politiche editoriali. I reporter di Index.hu sono tutt’altro che sicuri. Decine di giornali, stazioni radio e televisive critiche nei confronti del primo Ministro Viktor Orban hanno cambiato proprietà negli ultimi quattro anni. Alcune hanno poi chiuso, mentre altre hanno cambiato rapidamente linea editoriale.

La settimana scorsa, il parlamento dell’Unione Europea ha votato per sanzionare l’Ungheria per aver violato le norme europee sulla democrazia, la corruzione e i diritti civili, compresa la libertà dei media, anche se la sanzione effettiva, che sospende il diritto di voto, è improbabile. Il rapporto parlamentare dell’Ue afferma che i media sono concentrati nelle mani di oligarchi filo-Orban, la pubblicità finanziata dallo Stato è andata in gran parte a testate fedeli al governo e molti giornalisti sono stati banditi dal parlamento, riporta Reuters.

Il governo ungherese ha negato di aver minato la libertà di stampa e afferma di non voler controllare i media. Sta portando il Parlamento europeo in tribunale, accusandolo di aver violato le regole del voto. Da quando Orban è stato rieletto per un terzo mandato consecutivo lo scorso aprile, il ritmo del passaggio di mano delle agenzie di stampa è accelerato.

La lealtà politica ha ripagato decine di testate che hanno seguito la linea di governo per cui quelli che vanno dietro a Orban ottengono più sovvenzioni statali, cioè pubblicità. Circa il 10% della spesa pubblicitaria online dello stato va ad Index, per esempio, mentre il suo rivale più vicino, Origo, filo-governativo, ottiene circa l’80%, una percentuale che è aumentata dopo la sua acquisizione da parte di un gruppo filogovernativo nel 2015.

Le entrate derivanti dagli annunci statali di Tv2, il secondo canale commerciale ungherese, sono più che triplicate nel 2016 dopo l’acquisizione da parte di Andy Vajna, vicino alle posizioni del presidente, mentre le entrate statali sono rimaste stabili a livelli molto inferiori a quelli di Tv2 per la rete Rtl. Mentre il panorama mediatico si restringe, sempre più ungheresi si sono messi a leggere Index: il numero medio giornaliero di visitatori di questo mese è aumentato del 20% rispetto allo stesso periodo del 2017, arrivando a 630.000, secondo i dati del servizio di monitoraggio web Dkt.

Antonio Albanese