L’importanza dell’economia creativa

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FRANCIA – Parigi 17/11/2013. Un recente studio Onu afferma l’importanza dell’economia creativa (prodotti audiovisivi, design, nuovi media, le arti dello spettacolo, editoria e arti visive) che in aggiunta ai benefici economici contribuisce in modo significativo allo sviluppo sociale, al dialogo e alla comprensione tra le persone.

L’edizione speciale del rapporto Creative Economy Report, dal titolo: “Widening Local Development Pathways“, è stato presentato il 14 novembre alla Conferenza Generale dell’Unesco a Parigi. Lo studio si inserisce negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Osm) del 2015, e mira a riconoscere l’importanza e la potenza dei settori culturali e creativi come i motori dello sviluppo. Irina Bokova, Direttore generale dell’Unesco, che ha co-pubblicato il report con lo United Nations Development Program (Undp), ha detto che: «Per la creazione di posti di lavoro, l’economia creativa contribuisce al complessivo benessere delle comunità, all’autostima dei singoli e alla qualità della vita, realizzando così uno sviluppo inclusivo e sostenibile». L’Unesco ha reso noto che il commercio mondiale di beni e servizi creativi è pari alla cifra record di 624 miliardi di dollari nel 2011 ed è più che raddoppiato nel periodo 2002-2011. Nel frattempo, i paesi in via di sviluppo hanno incrementato mediamente del 12,1 per cento la crescita annua delle esportazioni di beni creativi nello stesso periodo. Tra i casi di studio presenti nello studio ci sono le industrie culturali e creative in Argentina, che impiegano circa 300mila persone e rappresentano il 3,5 per cento del prodotto interno lordo del paese. In Marocco, l’editoria e la stampa impiegano l’1,8 per cento della forza lavoro, con un fatturato di oltre 370 milioni di dollari, mentre il valore di mercato del settore della musica era più di 54 milioni di dollari nel 2009 ed è aumentato costantemente da allora. In Senegal, l’associazione Africulturban nella città di Pikine ha creato un “Hip Hop Akademy” che insegna ai giovani locali grafica digitale e design, musica e video, produzione, gestione promozionale e marketing. Il rapporto presenta, inoltre, anche studi di casi sull’industria cinematografica nigeriana nota come “Nollywood”, l’iniziativa di Chiang Mai Creative City (Cmcc) in Thailandia, e lo sviluppo dell’industria tessile domestica a Nantong, in Cina. Diviso in due volumi, il rapporto include politiche e raccomandazioni, così come un web-documentario che illustra a casi di vita, tendenze, opportunità e sfide dell’economia creativa.