Una dieta contro l’allergia

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Per chi soffre di allergie la primavera è una stagione orribile. Addio ai romantici paesaggi di campagna, agli agriturismi e alla gita fuori porta la domenica. E via libera a attacchi d’asma, raffreddore, occhi rossi, mal di testa. I peggiori nemici degli allergici sono i pollini. Che nel periodo di risveglio della natura ovvero quando le piante fioriscono si disperdono nell’aria e successivamente respirati. Per chi soffre di allergie è un vero e proprio incubo che rende la vita molto fastidiosa. L’apparato respiratorio è il più colpito. E comincia il pellegrinaggio in farmacia a caccia di qualcosa che possa alleviare i sintomi.

Ma esiste un modo diverso per curare le allergie o quantomeno alleviare i sintomi? Sì. Per esempio seguendo un regime alimentare corretto. I pollini e gli alimenti hanno in comune delle particelle chiamate antigeni. Particelle responsabili delle reazioni allergiche. Un meccanismo del sistema immunitario che produce anticorpi IgE tipici dell’allergia. Il dramma di questa reazione è che viene memorizzata dal corpo. E di anno in anno ricordata al momento opportuno. Le IgE sono sentinelle di allarme vicine a una centralina di sicurezza, quando vengono allertate mettono in funzione tutto il sistema di sicurezza. Come si fa a disinnescare il sistema di sicurezza del corpo? Per esempio mangiando a rotazione dei cibi, studiati per ogni singola allergia.

Gli allergologi nutrizionisti affermano che nel giro di due o tre anni diminuisce la sintomatologia allergica primaverile.

A seguire riportiamo alcuni esempi: per combattere le allergie da graminacee e  parietarie, tra le più diffuse bisogna almeno ogni tre giorni su quattro evitare un’alimentazione basata sul frumento. Perché il frumento è una graminacea che contiene sostanze antigeniche praticamente identiche a quelle che respiriamo.  Quindi no alla pasta o utilizzo di farine per dolci, biscotti, focacce e così via spesso prodotti utilizzando farina di frumento e sì a riso, mais, orzo e patate. Cibi come gallette di riso, polenta, minestrone di orzo, risotti vanno benissimo.   Chi è allergico alle graminacee dovrà fare attenzione anche al miele millefiori. Gli allergici alle parietarie, dovranno stare attenti alle ortiche. Una delle forme allergiche in crescita negli ultimi anni è certamente quella alle betulacee. I cibi che mal si sposano con questa allergia sono le mele, pere, pesche, prugne, carote, sedano, prezzemolo e nocciole. L’astensione da questi vegetali, sempre mediante una dieta a rotazione, porta non solo benefici alla bocca ma consente di non amplificare gli effetti della presenza dei pollini sulle mucose respiratorie. I cibi che dovremmo sempre avere in tavola sono: cavoli, lattuga e rapanelli. Questi cibi sono considerati ad alto potere antiallergico, in grado di ridurre i sintomi diminuendo lo stato di infiammazione generale insieme a  prezzemolo, rafano e tutte le verdure che contengono, tra le altre cose, molta vitamina C. In generale nei periodi di allergia un alto consumo di frutta e verdura aiuterà l’organismo apportando vitamine e quei minerali di cui ha particolare bisogno.

Dimenticatevi foraggi e additivi e coloranti. Che invece potrebbero indurre una reazione allergica, in particolare a livello nasale. I cibi ricchi di istamina, serotonina o tiramina (come banane, vino, birra, tonno fresco e in scatola, gamberetti, crostacei, formaggi, pomodori e cioccolato) dovrebbero sparire 3 giorni su 4 se la persona è ipersensibile, via anche il colorante E102, la tartrazina. Presente nei dolci industriali, cracker, sciroppi, marmellate, caramelle e chewing-gum, aperitivi colorati, sottolio e sottaceti.

Redazione