Quasi 500 rapimenti nel 2016 del LRA

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UGANDA – Kampala 21/07/2016. I rapimenti in Africa centrale effettuati dal Lord Resistance Army (Lra) sono ormai giunti al loro sesto anno nella prima metà del 2016.

L’Uganda ha minacciato di ritornare a schierare le proprie forze militari in una nuova operazione per dare la caccia ai ribelli. Il Lra, una ribellione ugandese guidato da un leader messianico, Joseph Kony, ha rapito 498 civili tra gennaio e giugno 2016, secondo uno studio delle ong The Resolve e Invisible Children; diciassette persone sono state uccise nel corso di 122 attacchi registrati nel corso dello stesso periodo, quasi tutti avvenuti nella Repubblica Democratica del Congo e nella parte nord-orientale della Repubblica Centrafricana (Car). Per la prima volta, due attacchi sono stati segnalati anche nell’enclave Kafia Kingi controllata dal Sudan, dove si crede che Kony abbia trovato rifugio. Originariamente operativo nel nord Uganda, il LRA è stato l’obiettivo di un offensiva militare dieci anni fa e ora è operativa in una zona poco sorvegliata a cavallo della Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan. La Corte penale internazionale ha emesso mandati d’arresto per Kony e altri suoi comandanti, noti per mutilare i civili e rapire i bambini per utilizzarli come combattenti e schiavi del sesso. Il gruppo non era ben conosciuto al di fuori dell’Africa Centrale fino alla campagna social “Kony 2012”, che ha sollevato il velo sulle atrocità commesse da questo signore della guerra africano.
Secondo Africom, a marzo ci sarebbero stati meno di 200 combattenti Lra, ed una forza regionale dell’Ua sta dando loro la caccia. La maggior parte dei 2.500 soldati dell’Uganda stanno operando nella parte orientale della Repubblica Centrafricana e con un contingente più piccolo in Sud Sudan. Kampala ha detto a giugno che prevede di ritirarsi dalle operazioni a causa della mancanza di sostegno da parte della comunità internazionale.