Uganda, 2013 anno della crescita

95

UGANDA mappaUGANDA – Kampala. Economisti cautamente ottimisti sul fatto che il 2013 potrebbe rilanciare le prospettive economiche dell’Uganda. Per i trader del settore nel commercio, manifatturiero, edilizia, trasporti, immobiliare e del turismo il 2012 è stato difficile, da dimenticare il prima possibile.

Forte inflazione, bassa produttività, scambio con alta volatilità dei tassi e dei prezzi del carburante. L’inflazione è salita fino al 30,4% verso la fine del 2011, è scesa durante il 2012 per impennarsi nuovamente a fine 2012. L’alta inflazione ha interessato per la maggior parte della domanda aggregata di beni e servizi e quindi rallentato la crescita della maggior parte delle aziende, a far fronte al problema ci ha pensato la banca centrale che è intervenuta. L’apprezzamento delle valute estere in particolare del dollaro ha portato ad un aumento del costo delle importazioni che ha ulteriormente fatto schizzare i prezzi finali.

Il prezzo del petrolio ha subito oscillazioni per tutto il 2012 portando il prezzo del diesel alle stelle. Non è stata quindi una sorpresa lo sciopero dei commercianti che lamentavano la svalutazione dello scellino, monetalocale, contro le valute estere in particolar modo nei confronti del dollaro. La Banca dell’Uganda ha continuato ad implementare l’uso dei tassi di interesse per contrastare l’aumento dell’inflazione portandola da due cifre a una. Ma questa manovra ha spaventato gli investitori e le banche che hanno bloccato i prestiti alle imprese e le aziende a causa di questo rallentamento del flusso di liquidità molte imprese sono fallite. Di conseguenza, la crescita economica è rallentata al 3,2% nel 2011/2012 dal 6,7% nel 2009/2010.