Ue – Sud Africa: partnership strategica

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Si rinnova l’impegno europeo nei confronti del suo principale partner commerciale nel continente africano. Il prossimo 18 settembre a Bruxelles, il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, insieme al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, coadiuvati dai ministri di settore, avranno il compito di rappresentare l’Unione nell’ambito del quinto vertice bilaterale Ue – Sud Africa.

La Repubblica Sudafricana sarà invece rappresentata dal presidente Jacob Zuma, accompagnato dai suoi ministri per le Relazioni internazionali e la Cooperazione, dal ministro delle Finanze, dal ministro per la Scienza e la Tecnologia e nonché dal titolare del dicastero dell’energia.

Il vertice prevede in agenda la cooperazione bilaterale strategica, incluse forme di accordo di settore dedicate allo sviluppo. Il presidente sudafricano ha inoltre richiesto uno scambio di pareri sulle situazioni in Siria, in Zimbabwe ed in Somalia, nell’ottica di una possibile estensione del negoziato di partnership economica a tutti i Paesi appartenenti alla Comunità per lo Sviluppo dell’Africa del Sud. 

Restano rilevanti gli argomenti correlati al vertice G20, come la governance economica globale e lo sviluppo sostenibile. Da questa prospettiva saranno esaminate le modalità per dare seguito alla conferenza sul clima di Durban e la preparazione per la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che avrà luogo a Doha a partire dal prossimo 26 novembre.

Si tratta del più grande accordo di cooperazione con la Repubblica Sudafricana a cui l’Unione europea abbia mai dato seguito, prevedendo 250 milioni di euro a supporto dello sviluppo del Paese. Il fine sarebbe migliorare le condizioni di vita della popolazione coadiuvando gli sforzi governativi di riforma del settore pubblico. Saranno inoltre rinnovate sotto i migliori auspici le conclusioni dell’accordo Ue – Sudafrica per la cooperazione nell’uso pacifico dell’energia nucleare, sostentato da un quadro tecnico-politico di cooperazione industriale. Le nuove aree di cooperazione avviate quest’anno come il supplemento al sistema di posizionamento Galileo per una sua estensione al territorio sudafricano e la cooperazione culturale saranno invece posizionate a latere delle discussioni.

La cooperazione Ue – Sudafrica è evoluta a partire dalla transizione democratica sudafricana del 1994. L’attuale sostrato legale dell’avvicendamento bilaterale è rappresentato dal Trattato di Commercio, Sviluppo e Cooperazione siglato nel 1999, al quale fa riferimento un Consiglio di cooperazione che si riunisce annualmente per monitorare l’implementazione degli accordi siglati. Nel 2007,  il trattato è stato munito di due ulteriori pilastri assumendo dunque respiro strategico per le due parti negoziali. Essi sono costituiti dal dialogo politico avanzato sulle tematiche di mutuo interesse, come il cambiamento climatico, l’economia globale, il commercio bilaterale, la pace e la sicurezza; nonché da consultazioni politiche per la cooperazione settoriale su ambiente, spazio, trasporti, scienza e tecnologia.

L’anno corrente rappresenta inoltre il quindicesimo anniversario dell’entrata in vigore dell’accordo Ue – Sudafrica su scienza e tecnologia, costituendo attualmente il Sud Africa il quinto Paese partner Ue in ordine di importanza nell’ambito dell’Eu Research Framework programme 2007-2013, (preceduto da Russia, Stati Uniti, Cina e India) con un investimento della Commissione superiore a 25 milioni di euro distribuiti in 64 progetti per ambiente, aviazione, alimentare e comunicazioni.

L’interesse sudafricano alla buona riuscita del dialogo è evidente, costituendo l’Unione il più importante finanziatore dello Stato africano, nonché la principale destinazione di fondi di cooperazione europei. Circa il 70% degli introiti esteri sudafricani destinati alla cooperazione provengono infatti dallo Strumento di Cooperazione messo a bilancio dall’Ue. Quest’ultimo operativo dal 1995 ha garantito in media 125 milioni di euro l’anno con un ammontare di circa 980 milioni di euro per il quinquennio 2007-2013.

Oltre all’obbiettivo di riduzione della povertà e delle storiche disuguaglianze che affliggono il Sud Africa, l’economia particolarmente aperta di questo Paese fa riscontrare un pil composto per quasi metà dal commercio internazionale, che costituisce un imponente mercato di sbocco e di importazione di prodotti manifatturieri verso l’Unione Europea (circa il 28% delle esportazioni sudafricane si dirigono verso l’Unione) e viceversa (circa il 31% delle importazioni sudafricane provengono dall’Unione) , destinando invece principalmente alle economie emergenti brasiliana, russa, indiana e cinese le proprie materie prime grezze.

A partire dal 2004, si è riscontrato un incremento dei flussi commerciali tra i due partner di circa il 128%, con 47 miliardi di euro in beni nel 2011 e 42 miliardi nel 2010, superando senza particolari patemi anche gli effetti deleteri della crisi internazionale del 2008. Per quanto riguarda il mercato dei servizi le cifre si attestano invece attorno ai 10 miliardi di euro annui.

A riprova del sistema che si sta ingenerando si può infine riscontrare come l’aiuto statale sotto il controllo della Commissione, renda appetibile il mercato sudafricano per gli investitori privati, che dal 2004 hanno quintuplicato il volume d’affari in investimenti diretti esteri arrivando a circa 7 miliardi di euro annui.