UE. Siglato FTA tra Bruxelles e Tokyo

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L’Unione europea e il Giappone hanno formalmente approvato un accordo di libero scambio che apre la strada alla vendita di merci senza barriere tariffarie tra due delle più grandi aree economiche del mondo.

Al momento non sono noti ancora tutti dettagli dell’accordo e certamente occorrerà del tempo per renderlo operativo. Una volta entrato in essere pienamente, il periodo di transizione dovrebbe essere  di 15 anni in modo da consentire ai settori interessati dall’accordo di entrambe le aree di adattarsi alla nuova competizione.

Sarà interessante lo sviluppo di due settori: le auto giapponesi, per il Giappone e, per l’Europa, le merci agricole dell’Ue.

Al di là del settore automobilistico, il settore agricolo resta quello più problematico per adeguare i due rispettivi mercati. Ad esempio, una delle categorie commerciali più importanti per l’Ue in Giappone è quella dei prodotti lattiero-caseari. Se da un lato la fame del Giappone per il latte e i prodotti lattiero-caseari sta crescendo costantemente come dimostrano i dati degli ultimi anni; dall’altro i contadini comunitari stanno lottando con una domanda interna in calo e con un mercato intracomunitario ultracompetitivo, in cui gli agricoltori affermano di essere pagati meno del costo della produzione.

L’accordo è stato firmato a Bruxelles dopo un incontro tra il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, alla vigilia del G20 di Amburgo.

La stipula è stata difficile visti i contraccolpi che ha avuto l’uscita degli Stati Uniti d’America dal Tpp, Trans Pacific Partnership, voluta lo scorso gennaio dal presidente Usa Donald Trump.

A proposito dell’accordo, Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha dichiarato che questo evento ha dimostrato l’impegno dell’Ue nello sviluppo del commercio mondiale: «Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo concluso i colloqui politici e commerciali tra Ue – Giappone. L’Unione è sempre più impegnata a livello mondiale». Tusk ha anche detto che un simile accordo smentisce quanti dicono che dopo e a causa della Brexit, l’Ue non è stata in grado di promuovere il libero scambio: «Sebbene alcuni stanno dicendo che è tornato il tempo dell’isolamento e della disintegrazione, stiamo dimostrando che non è così».

Il presidente dell’Unione ha aggiunto che l’accordo non riguarda solo gli interessi commerciali, ma riflette «i valori condivisi che sono alla base delle nostre società, come la democrazia liberale, i diritti umani e lo stato di diritto».

Il Giappone è la terza economia al mondo, con una popolazione di circa 127 milioni; il paese è il settimo mercato d’export più grande d’Europa.

Luigi Medici