Visti ghiacciati tra Ue e Russia

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RUSSIA – Mosca, 08/6/2013. Si è sollevata il 7 giugno l’ennesima polemica sui visti da e per la Russia, dovuta ai ritardi da parte del Consolato italiano in Russia di provvedere a visti turistici per l’Italia. Tra i principali punti da affrontare e su cui si erano poste più aspettative nel Summit Russia-Unione Europea di questa settimana, vi era proprio la regolarizzazione dell’emissione di visti, problema non indifferente per la circolazione di persone tra le due parti per motivi lavorativi, personali o turistici, che causa disagi ogni giorno.

L’Unione europea, appoggiata dagli Stati Uniti, ha portato avanti la critica per la facilità con cui i burocrati russi riescano ad ottenere visti di servizio, che consentono loro di viaggiare in Europa indisturbati e senza risultare spesso negli elenchi delle persone che ne fanno richiesta. Il Presidente della Commissione europea Hermann Van Rompuy ha ribadito ad Ekaterinburg la necessità di regolare la concessione dei passaporti speciali, onde evitare l’accadere di conflitti diplomatici. Putin ha sostenuto la necessità dell’esistenza di tali documenti, come diritto degli impiegati russi costretti a viaggiare a servizio dello Stato. Il Presidente russo vede nelle richieste Ue un tentativo di applicare una sorta di legge Magnitski anche in Europa, che come in America impedirebbe l’accesso di funzionari russi sospettati di attività criminali (in particolare la legge Magnitski riguarda prettamente tutti coloro che possono essere sospettati di partecipazione al delitto Magnitski, ritenuto uno dei maggiori incidenti diplomatici tra Usa e Russia risalente a quattro anni fa). La reazione russa all’approvazione di questa legge, avvenuta nel dicembre 2012, è stata l’emissione di una legge che prevede la non ammissione nel territorio della Federazione a tutti gli americani sospettati di crimi verso cittadini russi. Putin vede quindi nelle richieste dell’Ue  un ostacolo al miglioramento dei rapporti tra le due parti, che era di fatto l’obiettivo del Summit.

Il problema dei visti non riguarda però solamente quelli per motivi di lavoro. Come già affermato, anche per i visti turistici la burocrazia non sembra venire incontro ai cittadini. Nel caso del Consolato italiano, i funzionari non hanno spiegato il motivo del ritardo, nonostante sia una situazione sempre più frequente. Unito al disagio generale per la sempre più incontrollata immigrazione all’interno dell’ Ue, per cui in questioni giorni si stanno revisionando i confini di Schengen e le proposte di ristabilire reali frontiere tra paesi, il problema dei visti da e per la Federazione russa sembra non avere soluzione. La Russia propende per una totale abolizione, per permettere una più libera circolazione verso una maggiore unità tra le due parti, ma per l’Unione Europea è al momento fuori discussione. Bruxelles prende invece in considerazione da tempo una facilitazione della burocrazia inerente la mobilitazione, e i passaporti speciali per i funzionari statali avrebbero avuto proprio questo scopo. Tuttavia, il problema della sicurezza preoccupa l’Occidente europeo,  che insieme alla disapprovazione verso il sistema giuridico russo e la mancata lotta alla corruzione, impedisce una maggior flessibilità.

Si compiono passi avanti verso il libero mercato dei beni e delle risorse energetiche, ma per le persone bisognerà aspettare ancora a lungo.