Ue – Pmi: resilienza e aspettative

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20130616 agenda digitale-470x260BELGIO – Bruxelles 02/12/13. Il 2013 dovrebbe segnare un primo punto di svolta per le PMI europee. Rispetto al 2012, la forza lavoro dell’Unione impiegata in tali configurazioni produttive, promette una crescita dello 0,3%, con un aumento del valore aggiunto dell’1%. Le stime della Commissione Europea, lasciano intendere un’accelerazione per il 2014, la prima dopo 5 anni di incertezza economica; in un’attesa combinazione, tra PMI e sistema Europa, nell’offerta di lavoro aggregata e nel valore aggiunto.

Resilienza, questo il fattore che di fronte alla complessità della crisi sembrerebbe caratterizzare le PMI europee. Durante lo scorso anno, il settore ha infatti registrato una caduta nell’impiego di circa 610mila posti di lavoro, lo 0,7% in più rispetto al 2011; mentre, il mancato contributo al PIL europeo delle piccole e medie imprese è riuscito a contenersi dell’1,3% rispetto al 2011, con una perdita passata da 3,44 miliardi a 3,39 miliardi per il 2012.

employment-trends-by-size-classNell’ultimo quinquennio tuttavia, la riduzione della manodopera e del valore aggiunto nel comparto non sono stati equamente distribuiti tra i 27 Stati membri. Nel 2012, pressappoco la metà dei Paesi è riuscita a creare nuovi impieghi nel comparto PMI, aggiungendo circa mezzo milione di posti di lavoro nei rispettivi domini di competenza; con un’emorragia concentrata negli Stati più vulnerabili, sensibilmente affetti dalla crisi dei debiti sovrani.

Un rallentamento nel declino del settore PMI, non sottende un’ascesa nel volume degli affari; limitandosi invece a disegnare una diversa reazione all’impatto della crisi rispetto ai grandi agglomerati produttivi, che hanno potuto aggirare la contrazione della domanda interna, grazie a migliori performance nelle esportazioni. Il dato della Commissione lega pertanto la ripresa delle PMI al ritorno alla crescita delle rispettive domande interne degli Stati membri, prevista nel prossimo biennio.

value-added-trends-by-size-classAttualmente, nell’Unione sono presenti circa 20,4 milioni di PMI. Si tratta in gran parte di micro-imprese, con un impiego di circa 86,8 milioni di persone, pari al 66,5% dell’intera forza lavoro europea nel 2012. Poco meno di un terzo di queste cifre proviene da micro-imprese, con un settore che nel totale ha generato il oltre il 57% del valore aggiunto lordo proveniente dal comparto privato non finanziario.

L’auspicato aumento delle performance delle PMI è supportato, sin dal 2008, da politiche nazionali – a diversa incidenza – ed europee; intraprese sotto la copertura legislativa dello Small Business Act. Nel lasso di tempo 2010-2012 gli Stati membri hanno approvato circa 2000 provvedimenti a supporto delle PMI con una media di 650 provvedimenti annui, spesso geograficamente ed amministrativamente disomogenei.