L’UE condanna le discriminazioni matrimoniali del Myanmar

9

MYANMAR – Yangon 09/07/2015. Un progetto di legge sul matrimonio in Myanmar controverso è stato giudicato discriminatorio dall’Ue e rischia di minare il progresso democratico, ha detto l’Unione europea, mentre  il Parlamento del paese stava approvando la legge.

La legge sul matrimonio speciale delle donne buddiste è stato approvato dal parlamento il 9 luglio, riporta Channel News Asia. La legge fa parte di un pacchetto di leggi originariamente proposte da monaci radicali, saliti alla ribalta per le forti tensioni religiose provocate. Il disegno di legge, reso pubblico a dicembre, disciplina il matrimonio tra donne buddiste e uomini di altre fedi, tra le norme proposte spicca una regola secondo la coppia deve rivolgersi alle autorità locali per l’autorizzazione e annunciare pubblicamente l’impegno. Solo se non ci fossero obiezioni, si potrebbe andare avanti con il matrimonio, il cui mancato rispetto sarebbe punito con due anni di detenzione. «Il disegno di legge discrimina le donne, ponendo restrizioni al diritto delle donne buddiste di sposarsi al di fuori la loro religione», si legge nel comunicato dell’Unione europea diffuso in ritardo l’8 luglio, aggiungendo che la legge arrecherebbe danno alle minoranze religiose, in particolare agli uomini non buddisti. Il disegno di legge, che deve ancora essere firmato in legge dal presidente Thein Sein, è la seconda delle quattro proposte di legge a passare attraverso il Parlamento che secondo i gruppi per i diritti sfrutterebbero le paure tra buddisti e comunità musulmane. In precedenza, a maggio 2015, era stata approvata una legge sul controllo della popolazione, secondo questa legge i governi regionali possono introdurre norme sulla pianificazione familiare per avere bassi tassi di natalità. Nel loro insieme le nuove normative potrebbero «minare la transizione verso la riconciliazione nazionale e verso una società aperta e democratica», afferma l’Unione europea. L’Ue ha aggiunto poi che il disegno di legge sul matrimonio «non sembra rispettare le norme internazionali sui diritti umani». Il Myanmar, a maggioranza buddista, ha visto crescere l’intolleranza religiosa negli ultimi anni; secondo vecchie stime almeno il quattro per cento della popolazione del paese è musulmano, mentre un altro quattro per cento è cristiano.