Fondi europei per l’acqua egiziana

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La Commissione europea ha approvato lo stanziamento di 10 milioni di euro per miglioramenti nella rete idrica e fognaria egiziana. La rete serve oltre 15 milioni di cittadini.

Stefan Füle, Commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato, ha detto che si tratta della prima tranche di uno stanziamento totale di 300 milioni di euro destinati dalle autorità europee a questo scopo (272 milioni di euro per i lavori apparecchiature di cui 88 milioni per fornitura acqua, 183 milioni per acque reflue, 1 milione di euro per preparazione e monitoraggio e forniture, mentre28 milioni per i contratti di servizio). Secondo Füle, il progetto «dovrà garantire acqua potabile per il 95% delle aree urbane e per il 40% delle aree rurali di Assiut, Miya, Qena e Sohag» nella zona dell’Alto Egitto. questo progetto si affianca a quello da 295 milioni di euro (finanziato das Kfw, Francia, Ue e La Bei) per le regioni di Beheira, Sharkeya e Damietta.

L’Alto Egitto, composto appunto dai governatorati di Minya, Asyut, Sohag, Qena e Aswan, è considerato la regione più povera e con maggiori problemi di ordine socio-economico di tutto lo Stato egiziano. Ad esempio, Sohag è ai primi posti (insieme a Minia ed Asyut) per livelli assoluti di povertà, secondo i dati Onu. I dati dell’Undp (United Nations Development Programme) da tempo evidenziano che oltre il 36 % delle famiglie delle regioni interessate vivono sotto la soglia di povertà (37% in area urbana e 35% in area rurale) e oltre il 12% sono considerate «ultra-povere».