UCRAINA. Turismo in Turchia senza visti

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L’Ucraina e la Turchia hanno in programma di firmare un accordo per semplificare ulteriormente i viaggi tra i due paesi nel corso di una prossima visita del primo ministro ucraino Volodymyr Groysman ad Ankara. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ripresa da Sputnik.

All’inizio di febbraio, il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin aveva detto che i due paesi avevano intenzione di firmare un accordo sui viaggi senza visti utilizzando i documenti interni dopo il suo colloquio con Cavusoglu. Il suo omologo turco aveva detto che la Turchia si stava preparando ad accettare turisti ucraini con nuove regole fin da quest’anno.

«Si tratta di un documento molto importante, dato il fatto che solo il 30 per cento degli ucraini hanno passaporti per i viaggi all’estero. Il nuovo accordo permetterà ai villaggi turistici turchi di attirare un gran numero di turisti provenienti da una serie di regioni dell’Ucraina», ha detto Cavusoglu, ripreso dall’agenzia Anadolu.

Gli Ucraini attualmente hanno bisogno dei loro documenti valido per l’espatrio per entrare in Turchia, dove è apposto un visto in entrata. I due paesi hanno introdotto simili regole semplificate nel 2012. Nel 2016 oltre un milione di turisti ucraina ha visitato la Turchia, riporta il Kyvpost.

L’Ucraina ha di fatto “perso” uno dei posti preferiti per le vacanza “interne”: la penisola di Crimea, oggi parte del territorio russo e al centro di una contrapposizione tra Russia e comunità internazionale.

La penisola di Crimea, recentemente, ha pubblicato i suoi dati turistici per il periodo appena trascorso certificando un raddoppio delle entrate economiche legate al settore.

I ricavi sono cresciuti di quasi il 30% nel 2016 rispetto al 2015. Il turismo è diventato uno dei principali motori dell’economia locale, portando a 2,4 miliardi di rubli il valore del fatturato per l’anno scorso.
In termini generali, lo scorso anno, il totale delle spese di bilancio consolidato della Crimea ha superato di 131 miliardi di rubli, in crescita di circa un terzo rispetto al 2015.

Maddalena Ingrao