UCRAINA. Tillerson: “USA non vincolati all’Accordo di Minsk”

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Durante la sua prima visita ufficiale a Kiev, il 9 luglio, il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha detto che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Russia di iniziare ad alleggerire il conflitto nell’Ucraina orientale.

«Sono stato molto chiaro nelle mie discussioni con la leadership russa in più di un’occasione, ho detto che è necessario che la Russia intraprenda i primi passi per scalare la situazione nella parte orientale dell’Ucraina, in particolare rispettando il cessate il fuoco, ritirando le armi pesanti e consentendo agli osservatori dell’Osce di fare il loro lavoro (…) Fintanto che le parti si impegnano a rispettare questi obiettivi, sono sicuro che possiamo fare progressi», ha detto Tillerson, riferendosi agli accordi di Minsk del 2015, parlando a fianco del presidente ucraino Petro Poroshenko, dopo che i due hanno discusso dei modi per porre fine al conflitto nell’Ucraina orientale e sostenere le riforme, riporta VoA.

Tillerson ha nominato l’ex ambasciatore statunitense alla Nato Kurt Volker come rappresentante speciale per i negoziati in Ucraina. Volker, con Tillerson in Ucraina, riunirà regolarmente tutte le parti che gestiscono i negoziati dell’Ucraina sotto il cosiddetto formato Normandia – Germania, Francia, Russia e Ucraina. Per Volker: «Dobbiamo avere in Ucraina, una democrazia sostenibile, resiliente, prospera e forte, in modo da essere interessante per le regioni orientali».

L’ex ambasciatore statunitense in Ucraina John Herbst ha detto, riporta VoA che Tillerson dovrebbe far emergere il «forte sostegno degli Stati Uniti per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, il riconoscimento degli Stati Uniti che la Russia sta conducendo una guerra in Ucraina e la disponibilità degli Stati Uniti a fornire il sostegno necessario». Tillerson aveva detto al Congresso Usa che gli Stati Uniti non dovrebbero essere “legati” nella loro azione all’accordo di Minsk del 2015 nel caso in cui le parti decidessero di raggiungere i loro obiettivi attraverso un accordo diverso. Al momento Washington non escluderebbe di esaminare altre opzioni, nonostante Washington continui a sostenere pienamente gli accordi di Minsk.

Anna Lotti