UCRAINA. Salta in aria un altro giornalista a Kiev

161

Il giornalista Vitaliy Kuksa, 45 anni, che aveva lavorato nel Donbas, è stato ucciso dall’esplosione della sua auto a Kiev il 27 aprile, ha detto il canale televisivo ucraino Tsn.

Kuksa aveva lavorato nel Donbas e aveva ampiamente coperto le questioni militari per il canale televisivo. Ha pubblicato i suoi articoli sui media ucraini e aveva lavorato portavoce e poi consigliere del Dipartimento per il pubblico e le relazioni con i media presso il Servizio statale ucraino di comunicazione speciale e protezione dell’informazione (DerzhSpetsZvyazok) nel 2014-2015, ma era ufficialmente senza lavoro al momento dell’esplosione. Riporta Interfax che un altro giornalista, Andriy Seroshtan, di 24 anni, alla guida dell’auto, è stato ucciso nell’esplosione, ed era anch’egli ufficialmente disoccupato.

Secondo Tsn, una granata che Kuksa aveva in mano sarebbe esplosa; infatti la polizia ha ritrovato il percussore della granata nella macchina. Secondo l’agenzia russa, l’incidente è stato causato da un conflitto familiare.  La polizia non ha ancora confermato il nome, anche se gli amici e i colleghi di Kuksa hanno condiviso le loro condoglianze sui social media.

Kuksa era al posto del passeggero di una Chevrolet che è esplosa nel quartiere densamente popolato di Poznyaky, nella parte sud-orientale di Kiev. I dati dei due uomini sono stari resti noti il 29 aprile. La polizia ha poi detto che i due uomini si conoscevano, ma non ha rilasciato ulteriori dettagli. L’incidente è avvenuto nel distretto di Darnitsa della capitale ucraina. Le forze dell’ordine hanno dato due versioni dell’esplosione: la prima lo considera come un attentato contro una delle due persone che erano in macchina; la seconda riguarda il trattamento incauto di oggetti esplosivi.

Kuksa è il secondo giornalista ucraino a morire in un’esplosione di auto a Kiev negli ultimi anni. Prima di lui Pavel Sheremet, giornalista ucraino-belorusso, ucciso da una bomba piantata nella sua auto nel luglio 2016. Quasi due anni dopo, l’inchiesta non ha ancora prodotto alcun risultato.

Anna Lotti