Botta e risposta diplomatico per l’Ucraina

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UCRAINA – KIEV 22/04/2014. Continuano le pressioni degli Stati Uniti sulla Russia e minacciano nuove sanzioni esortando ad un pieno e immediato accordo sull’Ucraina.

Saltato il cessate fuoco pasquale, a causa della intransigenza dei ribelli sostenuti da Mosca, dove i separatisti hanno deciso di continuare l’occupazione di edifici pubblici. Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense Susan Rice ha sollecitato la Russia a tenere sotto controllo i gruppi separatisti e permettere alla Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di monitorare e controllare l’area: «Ci aspettiamo che la Russia si assuma la responsabilità e usi la sua considerevole influenza per frenare le milizie irregolari» ha detto la Rice «Vedremo, nei prossimi giorni, se manterrà il suo accordo», ha aggiunto. Secondo le dichiarazioni la Russia già in precedenza aveva reagito con fastidio agli avvertimenti lanciati dagli Stati Uniti sulle eventuali ulteriori sanzioni, nel caso in cui non avesse mantenuto l’intesa, tutto ciò a dir il vero lascia molto perplessi in quanto è palese che solo l’intervento di Putin potrà fermare le milizie e far evacuare gli edifici governativi sequestrati dagli insorti.
La Russia tramite il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che ritiene le sanzioni e la minacce di Washington assolutamente inaccettabili, «I nostri colleghi occidentali stanno cercando di dare a noi la responsabilità di quanto sta accadendo, ma deve essere evidenziato che si tratta di una responsabilità collettiva» ha spiegato «Ci sono truppe vicino al confine con l’Ucraina, alcuni sono di base lì, altri sono stati inviati successivamente a causa della situazione che si è venuta a creare», ha aggiunto.
Il portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki anche ha messo in dubbio che la Russia sia intenzionata a mantenere gli accordi «Sappiamo che la Russia già in passato non aveva attuato le misure richieste, quindi attendiamo di vedere i passi che compiranno ora. Se non prenderanno le misure richieste, ci saranno delle conseguenze». Da parte sua l’Ucraina ha promesso di adottare misure per aumentare trasparenza e inclusività e l’applicazione della legge di amnistia che andrà in vigore, ha detto il Segretario di Stato John Kerry che ha avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro dell’Ucraina Arseniy Yatsenyuk per valutare i passi necessari a Kiev per implementare e attuare l’accordo.
Forse ci si dovrebbe domandare se c’è davvero la volontà internazionale di fermare questo inutile conflitto o meglio se il popolo ha davvero voce in capitolo per scegliere da quale parte vuole stare.