UCRAINA. Proteste di piazza a Kiev e premier sotto accusa

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Il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha lanciato l’allarme ancora una volta sulla possibilità di una guerra totale con la Russia.

«Il contingente militare russo presente in Transnistria, Moldavia, a mio parere, può essere utilizzato in qualsiasi momento per un attacco sul nostro territorio e per minacciare i nostri confini», ha detto Poroshenko, durante una riunione degli Stati Maggiori delle Forze armate dell’Ucraina, riporta Ria Novosti.

Inoltre, ha accusato la Russia di costruire la propria presenza militare in Crimea: «La minaccia di guerra su vasta scala da parte della Russia non cesserà nell’immediato» ha detto Poroshenko.

Il leader ucraino ha poi aggiunto che dalle autorità del paese nel 2017 sono stati stanziati per lo sviluppo e l’approvvigionamento di nuove armi circa nove miliardi di grivna pari a circa 333 milioni di dollari.

Le autorità di Kiev stanno costantemente parlando di “aggressione” da parte della Russia. Allo stesso tempo, Mosca ha ripetutamente negato simili accuse, sostenendo che la Russia non ha alcuna relazione con il conflitto nel Donbass, ed è interessata al superamento della crisi in Ucraina.

L’Ucraina sta di nuovo vivendo giorni caldi anche sul piani interno. Se a febbraio 2014, a Kiev si stava festeggiando la vittoria del presidente Viktor Yanukovich, e e per chi era sceso in piazza all’epoca stavano maturando tempi migliori, tre anni più tardi, i protestanti sono scesi di nuovo in strada, proprio contro il regime uscito dalle proteste di Piazza Maidan. La popolazione non crede più ne all’attuale governo, né all’opposizione; e anche in Parlamento le cose per Poroshenko non vanno bene.

Yulia Tymoshenko (nella foto), ex primo ministro e oggi leader de partito Rodina nonché membro della Verkhovna Rada, dopo anni di prigione, ha chiesto le dimissioni del primo ministro Vladimir Groisman e chiede la sua messa in stato di avvisa per corruzione.
La leader di Rodina ha presentato una mozione formale in cui vengono richieste le dimissioni del primo ministro Groisman.

Rodina il10 febbraio ha registrato sul sito del parlamento il suo progetto che poi poco dopo è sparito perché privo delle norme formali previste. Rodina ha motivato le dimissioni del governo a causa dello scandalo sulle tariffe dei servizi.

Anna Lotti