UCRAINA. Pompeo ammette di esserci stato nella telefonata Trump-Zelensky

33

Il Dipartimento di Stato ha approvato una nuova vendita di missili anticarro Javelin all’Ucraina per 39 milioni di dollari allo scopo aiutare a scoraggiare la Russia, pochi giorni dopo che questa vendita ha avviato l’inchiesta di impeachment del presidente Donald Trump.

L’approvazione, che non è stata ancora resa pubblica, ma è stata confermata da fonti della commissione per le relazioni esterne del Senato riportata da Politico, arriva nel caos dell’impeachment per il presidente Usa accusato di aver ritardato gli aiuti militari a Kiev quest’estate per costringere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a indagare sull’ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio Hunter.

Zelensky ha chiesto a Trump dei Javelin nella telefonata del 25 luglio, alla quale il presidente ha risposto chiedendo un “favore” e ribadendo la sua richiesta all’Ucraina di indagare sul suo rivale politico.

La conversazione ha avuto luogo una settimana dopo che Trump ha ordinato al Pentagono e al Dipartimento di Stato di fermare tutti gli aiuti militari all’Ucraina, viste le obiezioni di entrambi i dipartimenti e del suo team di sicurezza nazionale.

I Javelin hanno giocato un ruolo centrale nel costante sforzo degli Stati Uniti di fornire supporto militare e formazione agli ucraini dopo l’invasione russa della penisola di Crimea nel 2014. Oltre alle vendite di armi, gli Stati Uniti hanno fornito 1,5 miliardi di dollari di assistenza militare all’Ucraina tra il 2014 e il giugno 2019, secondo un’analisi del Congressional Research Service.

La novità sul caso arriva da Roma, il 2 ottobre: il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha ammesso di essere stato presente al telefono nella chiamata tra Donald Trump e il presidente ucraino, chiamata che ha dato inizio alla procedura di impeachment contro il presidente repubblicano. «Ero al telefono», ha detto Pompeo ai giornalisti durante la sua visita in Italia.

Pompeo ha poi aggiunto che la chiamata si colloca nel contesto della politica statunitense in Ucraina, che ha lo scopo di “eliminare la minaccia russa”, sradicare la corruzione nel governo e dare impulso all’economia. 

Anna Lotti