Ucraina: la resa degli oligarchi

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UCRAINA – Odessa. 10/02/15. In pochi parlano del ruolo degli oligarchi in Ucraina. Eppure, sin di primi giorni sono stati loro a foraggiare le varie milizie. Questi a detta degli ucraini sono quelli che hanno “il vero potere” sono quelli che nel Donbass, per esempio pagano eserciti mercenari per interessi personali.

Qualcuno di questi ha legami forti con la Russia, altri con l’Occidente. Questa settimana spinti anche da rivolte popolari hanno deciso di negoziare per il Donbass. Si tratta di una sorta di obbligo che parte dalla gente comune questa volta da Odessa, ed esattamente nel villaggio di Petrostal. La nuova ondata pro negoziati ha già un nome, “la gente mogilizatsiey”. Madri “ribelli” che prendono d’assedio le zone militari. Kramators’k, Zaporozhye, Odessa, Kharkiv. Sono stufe le madri, in queste zone di osservare la partenza massiccia dei loro figli verso la Russia. Boris Maximchuk per esempio è saltato fuori dalla finestra per sfuggire al commissario militare. Nel area di Kherson la guardia nazionale ha consegnato l’ordine del giorno, proprio durante la conferenza stampa. La lotta per l’unione dell’Ucraina è disdegnata nelle regioni occidentali, dove le voci di secessione “Prykarpattia” ora suona più forte. L’assemblea Europea galiziana ha invece ripetutamente affermato che la zona Lviv, Ternopil e Ivano-Franskovskaya ora è più pronta per l’integrazione europea. Mentre un sentimento separatista ora tocca la Transcarpazia. Viktor Balogh, oligarca MP dice: «Le probabilità che il Donbass resti Ucraina sono poche, e la scelta in questa situazione sono davvero poche, o un divorzio civile o di guerra, che indebolirebbe ancora di più l’economia dello stato, se si sceglie per la guerra diventeremo tutti più poveri».
L’eco della guerra nel Donbas è già ben udibile anche a Dnepropetrovsk. Luogo di nascita di Kolomoiskiy. «I politici locali, hanno bisogno di capire che, se non sono riusciti ad ottenere con un bliz il potere, è necessario negoziare». Ha detto il vice presidente dell’Amministrazione dello Stato di Dnepropetrovsk, Gennady Korban.
Gli oligarchi ucraini hanno speso milioni di hryvnia per essere indipendenti dalla autorità del governo centrale ucraino. Le grandi imprese, fino a poco tempo, hanno attivamente sostenuto la guerra e in Oriente, guadagnavano molto soldi dalla guerra. Ma ora le perdite finanziarie superano di gran lunga i profitti. I soldi sono un valido motivo per mettere fine a questa guerra ma non sono gli unici. «Gli oligarchi sono senza dipendenti, l’economia sta crollando e la pazienza della popolazione è al limite. Capiscono che il loro potere sarà presto spazzato via, e ancora vogliono sopravvivere in qualche modo». Afferma il direttore Centro Eurasian Studies, Vladimir Kornilov.
La pazienza si sta esaurendo, anche quelli che erano stati pronti a sparare ora vogliono i “negoziati”. «Sì, abbiamo combattuto, ma tutto può essere negoziato e fermeremo questa guerra omicida perché entrambe le parti stanno morendo, in primis i nostri ucraini». Ha detto il comandante del battaglione “Aydar” Sergei Melnychuk.
In un’intervista Melnychuk racconta che gli sarebbe stata pagata una tangente di 20 milioni di dollari, dall’oligarca Akhmetov per i combattenti per “Aydar” e Luhansk TPP. Akhmetov sta cercando di salvare in qualche modo le sue attività. Ma a giudicare dalle dichiarazioni dell’influente uomo d’affari ucraino, non è l’unico perdente. Da questo elenco, è possibile escludere, forse, solo Poroshenko. La sua attività è impegnata nello sviluppo, anche in Russia. Sicuramente sta guadagnando Yatsenyuk sia in peso politico, che economico, è un altro oligarca. Ora secondo il tvc.ru i flussi finanziari in Ucraina passerebbero tramite lui. Secondo il principio rivoluzionario di “rubare il rubabile” a pieno regime. E poi non importa, sei un politico o imprenditore. Per un anno dopo la rivoluzione armata solo Kolomoysky ha ripreso decine di aziende. Nella lista anche il complesso minerario e metallurgico “Volnogorskiy” e “Irshansky.” E il complesso di trasbordo dell’olio Kherson. E la raffineria di Odessa, che i militanti hanno preso d’assalto. L’Ucraina nella scala europea di corruzione si piazza ai primi posti. «L’implementazione di sistemi ombra svuota i bilanci di tutti i livelli, causando miliardi di perdite allo Stato nel sistema bancario, il settore petrolifero e del gas, il settore dei trasporti e nel settore agricolo, insomma i vecchi schemi di corruzione hanno trovato nuovi proprietari». Ha detto Yarema.
L’Ucraina di fatto è già divisa. Il complesso Energy è in mano agli Stati Uniti. Washington con il pretesto di importazioni non russe aiuterà Kiev con la privatizzazione di questo importante settore dell’economia. Terreno Fertile venduto in grandi quantità. Tra gli acquirenti – supergiganti occidentali come “Monsanto” e “Du Pont”. Il processo è semi-legale. De jure la vendita la vendita di terreni fertili era vietata. Ma ora Kiev non è contro la vendita. Interessi del paese per gli attuali governanti ucraini non contano. Durante l’anno il livello di povertà in Ucraina è nettamente aumentato. In questo caso, il Governo, come affermano i giornali, prevede di confiscare i depositi bancari dei cittadini ricchi e di metterli nel bilancio pubblico. Sotto la nazionalizzazione cadrebbero quei conti con più di 200mila grivna. Ma sarà difficile anche questa operazione, ovvero temporaneamente nazionalizzare i risparmi di coloro che ora dirigono il paese. Il loro denaro non non è esattamente in banche ucraine, e certamente non è nella moneta nazionale.