Una Chernobyl ci è bastata

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UCRAINA – Kiev 22/08/2016. L’ex direttore della centrale nucleare di Cernobyl, Mikhail Umanets, è preoccupato per il crescente numero di emergenze riportate nelle centrali nucleari in Ucraina.

Nel corso di una conferenza stampa, riporta Sputnik, tenutasi a Kiev la scorsa settimana, Umanets, ex capo dell’autorità nucleare dell’Ucraina, ha avvertito dell’elevata probabilità di un incidente in una delle quattro centrali nucleari restanti in Ucraina. Umanets ha sottolineato che quindici violazioni erano state registrate nel 2015 secondo l’International Nuclear Event Scale, Ines; è un dato 1,5 volte più alto del numero di incidenti registrati nel 2014. Nel 2016, ha aggiunto, la Ines ha già registrato sette violazioni, il doppio dello stesso periodo del 2015. «Corriamo il rischio di un grave incidente. Dal 16 ottobre 2014, l’Ucraina non ha avuto un ispettore capo della sicurezza nucleare e delle radiazioni. La posizione è stata eliminata dal governo». Umanets ha calcolato che entro sette anni, l’Ucraina dovrà affrontare il “crollo” del suo settore nucleare, in quanto il paese non ha i fondi necessari per mantenere o espandere le operazioni nei suoi impianti. Se la società energetica statale Energoatom non riesce a rinnovare i permessi per il funzionamento di due unità a Zaporizhia, il paese avrà problemi con l’energia elettrica, nel 2017. «Delle 15 unità oggi operantI, che forniscono all’Ucraina il 55,7% della sua elettricità totale, la metà dovrebbe essere fermata. In quattro anni, sette reattori raggiungeranno la fine della loro vita operativa. Il loro funzionamento deve essere esteso (…) secondo le nostre stime, estendere la vita di un’unità costa 300 milioni di dollari. Questo significa che avremo bisogno di 2.1 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni (…) Se la vita operativa non sarà estesa, entro il 2020 perderemo il 50% della nostra elettricità, e per il 2030 l’Ucraina non avrà più il nucleare. Semplicemente cesserà di esistere». Di conseguenza, «abbiamo sette anni e mezzo per risolvere questo problema (…) Dove troveremo il denaro? Anche se estendiamo la vita delle unità in funzione, ma non cominciamo la pianificazione della future e della messa fuori linea delle vecchie avremo comunque il crollo della nostra produzione di energia elettrica (…) alla politica non deve essere permesso di venire prima della sicurezza (…). Una Chernobyl ci è bastata». L’industria nucleare ucraina ha affrontato diversi incidenti di alto profilo negli ultimi mesi: le quattro centrali nucleari esistenti in Ucraina sono dotate di 15 unità di potenza; 12 di loro sono in uso dal 1980. Alcune hanno già avuto un’estensione di 10 anni. Paesi benefattori occidentali hanno promesso un prestito di 600 milioni di euro per migliorare la sicurezza nucleare, ma il parlamento ha bloccato la Bers perché i funzionari ucraini non sono in grado di effettuare una valutazione approfondita dei rischi.