UCRAINA. Lugansk senz’acqua

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Kiev ha bloccato la fornitura di acqua nell’autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk per alcune ore. Lo ha rivelato, riporta Ria Novosti, un documento del ministero delle Comunicazioni di Luhansk.

La fornitura d’acqua proveniente da una stazione di pompaggio situata nella parte occidentale controllata dalle forze di Kiev è stata bloccata alle tre del mattino del 11 marzo, senza fornire documenti o spiegazioni ufficiali. La stazione si trova sul territorio controllato dall’Ucraina, e fornisce acqua alle città di Pervomaisk, Stakhanov, Kirovsk, Bryanka, Alchevsk, Perevalsk, Krasny Luch e Antratsit, illustra il documento.

Le autorità di Luhansk avvertono che in questo contesto saranno cambiati gli orari per l’approvvigionamento idrico. All’inizio della scorsa settimana, l’Ucraina aveva interrotto le forniture provenienti dalla stazione di pompaggio di Peter, che fornisce acqua alla città di Slavyanoserbsk Lugansk e ai villaggi circostanti.

La fornitura di acqua, poi, sempre come riporta l’agenzia russa, è stata ripresa dopo parecchie ore; motivo dell’interruzione, per le autorità di Kiev, sarebbero state le riparazioni per i danni subiti dall’impianto.

Le forze di sicurezza ucraine, riportano poi le autorità dell’altra repubblica separatista, quella del Donetsk, hanno sparati sul suo territorio circa 630 colpi di artiglieria al giorno. Sono questi i dati annunciati dal vice Comandante del Comando Operativo Dni Eduard Basurin, l’11 marzo.

«Nel giorno appena trascorso (si tratta del 10 marzo, ndr), le Forze armate dell’Ucraina hanno violato per 88 volte il cessate il fuoco utilizzando munizioni Apu proibite dagli accordi di Minsk. Se si vanno a vedere i colpi esplosi sull’intero territorio della repubblica ammontano a: Mlrs, 10 missili; artiglieria pesante, 113 colpi da carri armati, 78 da mortai, 427 già piccoli» ha detto Eduard Basurin ripreso da Ria Novosti.
Secondo Basurin, questa serie di attacchi è stata combattuta con lanciagranate, veicoli blindati e armi di piccolo calibro.

Circa 10 case sono rimaste danneggiate dai bombardamenti delle forze di sicurezza ucraine a Donetsk e Yasinovataya, ha poi cominciato il ministero della Difesa dell’autoproclamata Repubblica popolare del Donetsk.

In precedenza erano stati segnalati altri danni causati dalle operazioni ucraine, prosegue Ria Novosti, che hanno provato anche una serie di feriti: «Come risultato degli attacchi da parte delle Forze Armate dell’Ucraina nella regione di Donetsk sono tate distrutte delle case lungo la strada Akhromeeva nel quartiere Petrovsky, sono state danneggiate tre case nel villaggio di Lugansk, un sobborgo di Donetsk e due casa a Yasinovataya.

Anna Lotti