UCRAINA. Kiev richiede agli USA lo status di alleato speciale

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La Verkhovna Rada dell’Ucraina ha fatto appello al Congresso degli Stati Uniti di prendere in considerazione la questione della concessione dello status di paese alleato non Nato per Kiev, e la conclusione dell’accordo di difesa. La richiesta è stata approvata al secondo tentativo ed ha avuto 232 voti a favore su un minimo richiesto di 226.

Il documento rileva che lo status di principale alleato degli Stati Uniti al di fuori della Nato è ad oggi stato concesso a paesi come Australia, Nuova Zelanda e Giappone, e a paesi che sono «sotto la minaccia di un’azione militare», cioè la Corea del Sud, l’Afghanistan e Israele.

In questo caso, a differenza della concessione all’Ucraina dello status di paese membro della Nato, concedere all’Ucraina lo status di principale alleato di fuori della Nato, costituisce un diritto sovrano degli Stati Uniti, cioè non richiede il consenso di nessun altro paese.

Il documento sostiene che la concessione di tale status all’Ucraina avrà un enorme impatto sulla cessazione dell’«aggressione russa», di cui Kiev accusa Mosca.

La Russia ha definito più volte inaccettabili le accuse, dicendo che la Federazione russa non è una delle parti in conflitto nella regione del Donbass e che anzi Mosca è interessata ad una rapida risoluzione della crisi da parte dell’Ucraina.

In precedenza, il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva dichiarato di avere l’intenzione di indire un referendum sull’adesione dell’Ucraina alla Nato, perché, secondo lui, questa idea è già sostenuta da più della metà degli ucraini.

Tuttavia, l’indagine condotta dalla statunitense Gallup ha mostrato l’esatto contrario: la maggior parte dei cittadini ucraini, il 35%, ritengono che aderire alla Nato sia una minaccia mentre meno di un terzo degli intervistati, solo il 29%, la vede come una protezione.

Agli inizi di marzo, il Comitato per gli stanziamenti della Camera dei Rappresentanti statunitense ha proposto di tagliare più del doppio della spesa dell’assistenza militare verso l’Ucraina. La cifra potrebbe ora essere ridotta da 350 a 150 milioni di dollari. Questi fondi saranno spesi per la fornitura di armi letali, formazione, assistenza nella esplorazione e acquisizione di attrezzature.

Luigi Medici